Azioni Berkshire oltre $ 500.000? Ecco perché Buffett non vuole lo split
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Azioni Berkshire oltre $ 500.000? Ecco perché Buffett non vuole lo split

Azioni Berkshire a oltre $ 500.000? Ecco perché Buffett non vuole split azionario

Le azioni di classe A Berkshire Hathaway di Warren Buffett hanno chiuso l’ultima seduta di Wall Street con un rialzo del 2,86% raggiungendo quota 518.438 dollari. Tutto ciò arriva a coronamento di un 2022 fino ad ora straordinario se si rapporta a quanto succede altrove. Il titolo della società d’investimento ha messo su una performance quest’anno di quasi il 15%, mentre l’indice S&P 500 sta perdendo il.7,5%. Il conglomerato di Omaha inoltre sta accumulando azioni di Occidental Petroleum, approfittando del rally del petrolio e acquistando il titolo ai vari ritracciamenti del greggio. Buffett da tempo ha stuzzicato la curiosità degli investitori parlando di una grande acquisizione. Dal 2016 però non ve ne è traccia, da quando cioè l’investitore miliardario investì 30 miliardi di dollari per la società aerospaziale Precision Castpart. Per il momento Berkshire è salita fino al 13% del capitale del gigante petrolifero e, con l’esercizio dei warrant per 84 milioni di azioni, potrebbe arrivare fino al 22%. Ciò fa pensare a molti che sarà proprio Occidental il grande target indicato da Buffett in questi anni, anche perché il 91enne di Omaha non ha mai mostrato remore di natura etica nell’investire nei combustibili fossili.

 

Warren Buffet: lo split azionario non crea valore intrinseco

Gli investimenti recenti probabilmente hanno contribuito al rally delle azioni Berkshire, che ora hanno una valutazione veramente esorbitante. Al punto che non sono ancora in pochi a chiedersi perché Warren Buffett non decida per il frazionamento, come hanno fatto altre grandi aziende. Recentemente Amazon ha annunciato la divisione delle sue azioni con un rapporto 20 a 1, mentre a febbraio era stata Google a fare lo stesso con il medesimo rapporto. Nell’estate 2020 Apple decise per lo split azionario 4 a 1, seguito da quello di Tesla con un rapporto 5 a 1. Perché invece il sesto uomo più ricco del mondo continua a rimanersi fermo nella sua idea di non effettuare alcuna scissione? Gli investitori ne hanno fatto richiesta a più riprese, proprio per consentire un accesso più agevole a molti che si troverebbero a spendere una cifra unitaria molto più bassa. Occorre dire che oggi questo sarebbe un problema marginale, dal momento che sono diversi i broker che permettono l’acquisto di una frazione di azione. Tuttavia, la richiesta è di lunga data, quando le azioni ancora non erano arrivate a un livello così alto. Berkshire al riguardo aveva introdotto nel 1996 azioni di classe B, che sono molto più economiche e quindi più accessibili ai trader meno danarosi. Sulle azioni di classe A invece no way, nessuna divisione. Buffett ha affermato che se il titolo è cresciuto così tanto è proprio perché vi è stato il netto rifiuto allo split. Il grande guru della finanza considera l’investimento in Berkshire adatto agli investitori che hanno un orizzonte di lungo periodo, quindi se avvenisse la divisione delle azioni si attrarrebbero operatori con un livello di sofisticatezza e sincronizzazione degli obiettivi non in linea con quelli dell’azienda. A suo giudizio, un titolo più economico avrebbe maggiore volatilità e non creerebbe valore intrinseco per gli azionisti.

 

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