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Azioni BioNTech: nuovi minimi in arrivo con svalutazione inventario?

Scienziati di BioNTech lavorano sull'mRNA messaggero in un laboratorio a Marburg

A Wall Street dovrebbe essere un inizio di settimana all’insegna delle vendite per le azioni BioNTech, dopo che l’azienda farmaceutica ha comunicato nelle scorse ore di aspettarsi una svalutazione nei conti del terzo trimestre che saranno comunicati il prossimo 6 novembre. Nello specifico, la società tedesca guidata da Ugur Sahin, prevede di registrare un impatto negativo fino a 947,5 milioni di dollari nel terzo trimestre, a causa dell’effetto delle svalutazioni dell’inventario e di altri oneri eseguiti dal suo partner Pfizer relativi al vaccino COVID-19 Comirnaty, oltre a svalutazioni molto più consistenti per il trattamento COVID Paxlovid.

Nel dettaglio l’azienda a stelle e strisce ha comunicato, sul finire della scorsa settimana, che ridurrà le previsioni di fatturato per l’intero anno 2023 per Comirnaty di quasi 2 miliardi di dollari, in scia ai tassi di vaccinazione che sono risultati inferiori al previsto. Il gruppo statunitense ha inoltre dichiarato che nel trimestre passato si accollerà un onere non monetario di 5,5 miliardi di dollari per cancellare 4,6 miliardi di dollari di Paxlovid e 900 milioni di dollari di svalutazione delle scorte e altri oneri per il vaccino.

La cifra di 900 milioni di euro, che rappresenta la metà di BioNTech dell’accordo di condivisione degli utili lordi con Pfizer, dovrebbe avere impatti negativi anche per quanto riguarda le entrate per l’anno in corso. Ricordiamo che gli storni non riguardano le dosi di vaccino approvate e adattate alla variante XBB.1.5.

 

Azioni BioNTech: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa aspettarsi dalle azioni BioNTech quotate a Wall Street. Dopo la debolezza che ha contrassegnato la seconda parte della scorsa settimana, la nuova ottava dovrebbe aprire all’insegna del deciso ribasso per il titolo BioNTech, con le quotazioni che potrebbero avvicinarsi ai minimi di periodo situati sui 95,50 dollari. Nel breve termine la violazione di questi ultimi supporti andrebbe a indebolire ulteriormente il quadro grafico dell’azione, con possibile prosecuzione delle vendite verso i 91,5 dollari e successivamente in direzione dei minimi del 2021 situati nei pressi degli 80 dollari. Nel caso in cui si dovesse assistere a una perdita di quota 80 si aprirebbero le porte per ulteriori discese in direzione dei minimi di ottobre del 2020 situati in area 74,5-75 dollari.

Al contrario, solo con il superamento dei massimi della scorsa settimana situati sui 113 dollari i corsi potrebbero porre le basi per un rimbalzo che avrebbe come primo obiettivo i 117,5-117,7 dollari e a seguire i top dello scorso mese di agosto situati nei pressi dei 126 dollari. Dal punto di vista operativo sarà lasciandosi alle spalle queste aree resistenziali che si avrebbe un indebolimento del trend discendente primario, il quale aprirebbe le porte a ulteriori apprezzamenti dei prezzi fin verso i 137 dollari che rappresentano i massimi degli ultimi 7 mesi.

 

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AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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