Prima Volkswagen e Stellantis, poi Volvo e ora Bmw: tutti i principali produttori di auto europei mostrano segnali di difficoltà tra vendite in calo, stabilimenti chiusi e marcia indietro sulla conversione all’elettrico. Il profit warning lanciato dal colosso tedesco Bmw, in particolare, è legato a difetti nel sistema frenante integrato (Ibs) che hanno portato al richiamo e all’interruzione delle consegne di 1,5 milioni di veicoli, con costi di garanzia aggiuntivi stimati di oltre 100 milioni di euro.
L’impianto frenante di Bmw viene fornito da Continental, che ha ammesso i problemi sottolineando che la sicurezza non è a rischio. “Le interruzioni avranno un effetto negativo solo nella seconda metà dell’anno” ha specificato Bmw in un comunicato. A questo si aggiunge il perdurare della domanda debole in Cina.
La nuova guidance sul 2024 prevede, come conseguenza, “significativo calo dell’utile prima delle tasse” rispetto alla “lieve diminuzione” attesa in precedenza. La società prevede ora di chiudere l’anno con una leggera contrazione delle vendite con ripercussioni sulla redditività aziendale, mentre in precedenza aveva parlato di un leggero incremento. Il margine operativo del settore auto, la divisione di punta del gruppo, dovrebbe essere compreso tra il 6% e il 7%, rispetto al precedente 8-10%. Il ritorno sul capitale investito, in precedenza atteso in una forchetta tra 15-20%, è ora visto tra 11-13%.
Azioni Bmw: le quotazioni rimbalzano sul supporto in area 68 euro
Quotate sul mercato tedesco Xetra, le azioni Bmw, in seguito al doppio massimo costruito a inizio aprile sul livello 115,30 euro, hanno drasticamente invertito la rotta con un perdurante movimento ribassista che si è arrestato solo in prossimità del supporto presente in area 68 (10 settembre). Da quel momento i corsi hanno iniziato a risalire timidamente con un rimbalzo che però deve essere ancora confermato, tant’è che i prezzi sono ora alle prese con la prima resistenza importante, rappresentata dall’indicatore Supertrend daily.
Qualora quest’ultimo livello venisse superato con convinzione (e relativo fisiologico pullback), il prossimo target diventerebbe il raggiungimento della trendline discendente che ha accompagnato la caduta dei prezzi in questi ultimi mesi, oltre la quale c’è spazio per recuperare fino all’ambiziosa soglia degli 84 euro.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 77,46, con target nell’intorno degli 84 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 75,92 con obiettivo molto vicino al livello 68. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25, diventati ribassisti a inizio settembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 44.

L’andamento di breve termine del titolo BMW









