Azioni Broadcom: gli impatti dello stop all’investimento in Spagna

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Potrebbe essere un inizio di settimana volatile per le azioni Broadcom a Wall Street, dopo che l’azienda ha comunicato di aver rinunciato a un investimento in Spagna dedicato ai microchip. Dopo averlo annunciato nel luglio del 2023, mettendo sul tavolo quasi 1 miliardo di dollari per la creazione di “impianti di semiconduttori back-end su larga scala in Europa”, il produttore a stelle e strisce di microchip avrebbe deciso di ritirarsi dopo il fallimento delle trattative con il governo iberico.

Quest’ultimo aveva già annunciato l’intenzione di destinare circa 12,5 miliardi di euro all’industria dei semiconduttori e dei microchip, grazie al lancio del Progetto Strategico per la Ripresa e la Trasformazione Economica. Lo stabilimento avrebbe creato quasi 500 nuovi posti di lavoro e oltre alla produzione di chip, si sarebbe concentrato sul loro confezionamento e sui test finali.

Lo stop alle trattative potrebbe a questo punto rappresentare un duro colpo per le ambizioni del Paese, il cui obiettivo è quello di raggiungere entro la fine del decennio il 20% del mercato dei chip nell’area europea, rendendo la Spagna un punto di riferimento per l’industria microelettronica e dei semiconduttori.

 

Azioni Broadcom: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce l’analisi tecnica sulle azioni Broadcom nel breve e medio periodo. Dopo aver terminato la seduta di venerdì scorso in leggero territorio negativo in area 274 dollari, anche la nuova settimana dovrebbe aprirsi all’insegna della debolezza. Con un’impostazione che su tutti i time frame rimane al rialzo, le prese di beneficio che dovessero riportare le quotazioni fin verso i 255-250 dollari, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto. La conferma di questi livelli dovrebbe nuovamente riportare i corsi in direzione dei massimi di sempre in area 281 dollari. L’eventuale superamento di tali livelli andrebbe a rafforzare la struttura grafica, con prossimi obiettivi i 275-580 dollari e successivamente la soglia dei 300 dollari.

Al contrario, la perdita dei 250 dollari dovrebbe innescare una fase correttiva più marcata, che potrebbe essere sfruttata con l’apertura di operazioni short di breve termine. In questo caso si dovrebbe avere un primo obiettivo ribassista sui 238-239 dollari, minimi dello scorso mese di giugno, e successivamente i 225 dollari. La mancata tenuta di questi sostegni dovrebbe far proseguire la fase discendente verso i 215 dollari e in seguito i 210 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 12 maggio. Fondamentale sarà la tenuta di tali livelli, dove troviamo anche la media mobile di lungo periodo, per evitare un indebolimento del quadro grafico. In questo caso i prossimi target saranno posizionati sulla soglia dei 200 dollari e a seguire i 1932,2 dollari, dove verrebbe chiuso un altro gap-up lasciato aperto lo scorso 1° maggio.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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