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Azioni BYD: stop alle batterie a sacchetto, in Borsa in arrivo nuovi minimi?

Azioni BYD: nuovi minimi in arrivo con stop batterie a sacchetto?

Tra gli osservati nella seconda seduta della settimana di Wall Street avremo le azioni BYD. La casa automobilistica cinese starebbe valutando la possibilità di terminare la produzione delle batterie a sacchetto, utilizzate nelle sue vetture ibride, per cercare non solo di risolvere i problemi di durata ma anche il rischio di perdite di elettroliti. In questo contesto dobbiamo leggere la conversione che la società sta attuando in alcune linee di produzione di celle di tipo pouch, nei suoi due stabilimenti situati nelle province di Shaanxi e Zhejiang, in batterie prismatiche.

Ricordiamo che gli esperti di BYD ritengono che le batterie di tipo pouch, in cui le celle vengono avvolte in un sottile sacchetto metallico fatto di pellicole laminate di alluminio, abbiano una maggiore possibilità di perdita di elettroliti che potrebbero causare la combustione e in alcuni casi anche l’esplosione della batteria. Da segnalare infine che BYD, che annovera tra i suoi azionisti la Berkshire Hathaway di Warren Buffett, ha richiamato nel 2022 più di 60.000 unità delle sue ibride Tang DM-i che utilizzavano le batterie di tipo pouch e le quali vengono usate in tutti suoi modelli PHEV, che rappresentano quasi il 50% della auto vendute nel corso dello scorso anno.

Al momento non è possibile stabilire l’impatto sui conti della società per quanto riguarda il cambio della produzione, che ricordiamo ha visto il terzo trimestre dell’anno passato chiuso da BYD con un utile record a 1,45 miliardi di dollari, superiore dell’82% rispetto allo stesso periodo del 2022.

 

Azioni BYD: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere qual è l’impostazione dell’azione quotata sul mercato americano. Dopo aver chiuso la giornata di ieri in ribasso di oltre il 3% con i prezzi nei pressi dei 52 dollari, le attese odierne sono per una continuazione di quel trend ribassista, partito lo scorso mese di luglio dai 71,5 dollari, in direzione dei 51 dollari e a seguire verso i minimi degli ultimi mesi posti nei pressi dei 50,5 dollari. Dal punto di vista operativo la perdita di tali supporti, dovrebbe far proseguire la discesa fin verso il bottom dello scorso anno posto sui 49,50-49,70 dollari. Nel caso in cui dovessimo assistere ad una violazione di tali sostegni, si avrebbe un ulteriori indebolimento della struttura grafica con possibili affondi fin verso i minimi di dicembre 2022 in area 48-48,5 dollari.

Al contrario per avere un primo segnale di forza l’azione dovrebbe spingersi oltre i massimi dello scorso mese di dicembre situati sui 55,50-55,80 dollari, sopra i quali dovremmo avere degli allunghi prima verso i 57 dollari ed in seguito in direzione degli ex supporti dello scorso mese di dicembre situati sui 58,50 dollari. Dal punto di vista sarà solo lasciandosi alle spalle queste aree resistenziali che si avrebbe un miglioramento del quadro grafico, il quale aprirebbe le porte ad ulteriori allunghi fin verso i prossimi target in area 61,50 dollari.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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