A Piazza Affari è una giornata nervosa per le azioni De’ Longhi, con le quotazioni che dopo essere scese fin verso i 33 euro si riportano oltre i 34,50 euro. La volatilità è arrivata in scia ai dati del 2025 comunicati dal gruppo in queste ore.
Grazie a un’espansione dei ricavi e una marginalità in crescita, De’ Longhi ha chiuso il 2025 con quasi tutti gli indicatori superiori a quelli registrati nel 2024. Nello specifico i ricavi sono cresciuti dell’8,7% a 3,8 miliardi di euro, mentre l’utile netto è passato dai 310,7 milioni dell’anno precedente agli attuali 316,3 milioni di euro. Ottima la performance dell’Ebtida Adjusted cresciuto di oltre l’11% a 625 milioni di euro, con una marginalità che sale dal 16% al 16,4%. In diminuzione il flusso di cassa che si è attestato a 384 milioni di euro e si confronta con i 416 milioni del 2025. Al 31 dicembre 2024 la posizione finanziaria netta è aumentata del 19,7% a 770 milioni di euro.
Per quanto riguarda il 4° trimestre i ricavi sono cresciuti del 5,7% a 1,34 miliardi di euro, mentre l’Ebtida Adjusted si è attestato a 235,6 milioni di euro. In scia a questi dati il Cda ha proposto un dividendo di 0,85 euro per azione, pari a un pay-out ratio del 40,2%. Per quanto riguarda il 2026 la società prevede una crescita dei ricavi ad un tasso mid-single digit e un Ebtida Adjusted tra i 640-660 milioni di euro.
Azioni De’ Longhi: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come stanno rispondendo dopo questi numeri le azioni De’ Longhi in Borsa italiana. Con volumi superiori alla media giornaliera mensile è una seduta volatile per il titolo De Longhi, con i prezzi che scambiano in area 34,50 euro. Con un’impostazione di breve periodo al ribasso, la fase correttiva potrebbe proseguire prima in direzione dei 34 euro e a seguire verso i 32,60 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo. Nel caso in cui anche questi sostegni dovessero essere violati, si avrebbe un indebolimento della struttura grafica di medio periodo. Il target successivo di tale movimento dovrebbe essere sui 32 euro e a seguire la soglia dei 30 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi 5 mesi.
Al contrario il ritorno del titolo sopra oltre i 36 euro, massimi settimanali, allenterebbe la pressione ribassista che ha contrassegnato le ultime settimane. In questo caso le attese sarebbero per degli apprezzamenti prima in direzione dei 37,5 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni e a seguire i 38.5 euro, dove verrebbe messo sotto pressione l’indicatore daily del Supertrend. Sarà solo lasciandosi alle spalle queste ultime aree che le azioni tornerebbero a mettere sotto pressione i massimi degli ultimi 4 anni in area 39,5 euro e a seguire i top assoluti sui 40 euro
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