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Azioni Deutsche Bank crollano a Francoforte, cosa fare adesso?

Deutsche Bank: a Francoforte crollano le azioni, ora cosa fare?

Sui mercati azionari non si arrestano le tensioni sul settore bancario che questa volta colpiscono Deutsche Bank, con le azioni della banca tedesca che a Francoforte perdono oltre il 13%. Ad innescare una sorta di panic selling sono i suoi credit default swap, gli strumenti di copertura che assicurano contro l’insolvenza, saliti nel corso delle ultime ore sopra i 220 punti base, rispetto ai 14o punti base che si registravano solo 48 ore fa e che rappresentano i livelli più alti degli ultimi 4 anni.

In questo contesto non sorprende vedere come le obbligazioni della banca tedesca vanno incontro a forti perdite, con il rendimento degli AT 1 7,5% denominati in dollari spingersi al 23%. Ricordiamo che questo tipo di obbligazioni rimangono sotto pressione da quando il Credit Suisse ha dovuto svalutarli per 17 miliardi di dollari nell’ambito dell’acquisizione da parte di Ubs. Inoltre in questo contesto Deutsche Bank ha annunciato nelle ultime ore che riscatterà in anticipo i titoli Tier 2 subordinati da 1,5 miliardi di dollari a tasso fisso con scadenza al 2028, insieme agli interessi maturati fino alla data di rimborso.

 

Azioni Deutsche Bank: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come sta reagendo l’azione alla Borsa di Francoforte dopo queste notizie e cosa ci suggerisce l’analisi grafica. E’ una giornata all’insegna del sell-off per il titolo Deutsche Bank che, proseguendo quella decisa fase correttiva innescatasi nello scorso mese di febbraio dai 12,40 euro, sta spingendo i prezzi sulla soglia degli 8 euro. Con volumi al momento ampiamente superiore alla media giornaliera mensile le attese sono per una prosecuzione delle vendite, con prossimi obiettivi  posti sui 7,70 euro e successivamente in direzione dei minimi del 2022 situati in area 7,50 euro. Nel caso in cui anche questi livelli supportivi non riuscissero ad arrestare le vendite, si avrebbe un ulteriore accelerazione ribassista verso i minimi di settembre 2022 in area 6,75 euro. In questo contesto eventuale rimbalzi che non dovessero riportare i corsi oltre le prime resistenze poste sui 9,70-10 euro, potrebbero essere sfruttati per aprire posizioni ribassiste.

Al contrario sarà solo riportandosi oltre la soglia dei 10 euro che si avrebbe un allentamento della pressione ribassista, con primi target situati sui 10,50 euro e a seguire i 10,90 euro dove transita l’indicatore daily del Supertrend. Dal punto di vista operativo sarà lasciandosi alle spalle queste aree resistenzial che l’azione potrebbe ulteriormente recuperare posizioni, con nuovi obiettivi sugli 11,50 euro, dove verrebbe chiuso il gap ribassista lasciato aperto il 10 marzo di quest’anno, e successivamente gli 11,90-12 euro. Oltre quest’ultimi livelli i prezzi andrebbero a mettere sotto pressione i massimi del 2023 che sono situati in area 12,40 euro.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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