Azioni di classe A e B: cosa cambia? - Borsa&Finanza

Azioni di classe A e B: cosa cambia?

Azioni di classe A e B: cosa cambia?

Gli investitori di azioni ordinarie americane spesso si trovano davanti alla scelta di investire in diverse classi designate per un’azienda; quindi, si possono avere azioni di classe A e B (addirittura alcune società le hanno di classe C). Ma qual è la distinzione tra le due categorie? Ecco una guida che spiega tutte le differenze e quale è la soluzione migliore a seconda degli investitori.

 

Azioni ordinarie: cosa sono

Prima di addentrarci nella distinzione tra azioni di classe A e B, è importante conoscere cosa sia realmente un’azione ordinaria. Comprando un’azione ordinaria si acquista una quota del capitale in una società, che dà il diritto di partecipazione agli utili e di votare nelle assemblee ordinarie e straordinarie dell’azienda. Per l’esattezza, la partecipazione agli utili avviene se il Consiglio di Amministrazione e l’assemblea degli azionisti decide per distribuire i dividendi. In caso contrario, gli utili possono essere reinvestiti o accantonati tra le riserve. Gli investitori misurano il ritorno del capitale attraverso i dividendi (se previsti) e la differenza (se positiva) tra il valore di mercato del titolo e il prezzo di carico dello stesso. Nel caso la società fallisce o si scioglie, hanno diritto al rimborso della quota, dopo che sono stati rimborsati i creditori e pagati i dipendenti.

 

Azioni di classe A e B: differenza

Negli Stati Uniti le azioni ordinarie possono essere suddivise in classi. La differenza sta strettamente nel diritto di voto. Mentre le azioni di classe A possono fornire fino a 10 diritti di voto per singolo azionista nelle assemblee, le azioni di classe B al massimo danno un solo diritto di voto. Per il resto, i proprietari delle due tipologie di azioni hanno gli stessi diritti sul rimborso del capitale e sulla distribuzione dei dividendi.

Le azioni di classe B non vanno confuse con le azioni privilegiate, le quali danno diritto di voto solo nelle assemblee straordinarie ma non in quelle ordinarie. Le privilegiate infatti garantiscono rendimenti maggiori rispetto alle ordinarie, e la priorità di rimborso del capitale qualora la società fallisce o si scioglie.

Ma allora perché uno dovrebbe comprare le azioni di classe B, se alla fine sono identiche a quella di classe A ma con meno diritti di voto? Vi possono essere fondamentalmente due ragioni. La prima riguarda gli azionisti che non intendono partecipare alla vita amministrativa della società, facendo in questo modo tacitamente un atto di fiducia nei confronti della gestione.

La seconda è più di carattere tecnico. Si prenda ad esempio il caso della Berkshire Hathaway di Warren Buffett. Le azioni del conglomerato finanziario sono cresciute a dismisura fino a raggiungere un valore poco accessibile al risparmiatore comune. Buffett non ha mai voluto effettuare lo split azionario perché riteneva che la partecipazione alla vita aziendale dovesse essere riservata a un numero ristretto di azionisti (in tal caso danarosi). Tuttavia, a un certo punto, per dare la possibilità anche ad altri di investire nell’azienda ha creato le azioni di classe B, che partivano da un valore nettamente inferiore, ma che avevano un diritto di voto frazionato.

Per distinguere le azioni di classe A e B è sufficiente guardare il ticker di ogni titolo. Berkshire, ad esempio, ha i seguenti simboli: “BRK.A” e “BRK.B”.

 

Azioni di classe A e B: qualche esempio

Oltre all’esempio emblematico della Berkshire Hathaway, che ha distinto le due classi di azioni nel 1996, vi è anche un altro caso famoso: quello di Alphabet. La madre di Google distingue addirittura tra tre categorie di azioni: A, B e C. Quelle quotate sono A e C, con la differenza che sta nel fatto che gli azionisti di categoria A possono votare nelle assemblee, mentre gli azionisti di categoria C no. Le azioni di classe B di Alphabet invece non sono negoziate nel mercato, ma risultano di proprietà dei fondatori della società, Larry Page e Sergey Brin, nonché dell’ex Amministratore Delegato Eric Schmidt.

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