L’ex stabilimento Cinzano ha le ore contate. A darne l’annuncio è Diageo, colosso britannico specializzato nella produzione di alcolici e proprietario dello storico stabilimento nel cuneese. Le giustificazioni sono fredde e laconiche: si legge di “impianti obsoleti”, di “dimensioni ridotte”, dell’esigenza di “focalizzare gli investimenti sui siti ritenuti strategici”. Stando a quanto lasciato trapelare la chiusura è prevista non prima di giugno 2026, e Diageo, che appena una manciata di mesi fa ha fatto registrare per la prima volta una perdita di ricavi, si è detta disponibile a “valutare soluzioni alternative per il futuro del sito, ivi inclusa la possibile cessione a terzi”.
Attualmente lo stabilimento, sede storica della Cinzano fino agli anni ’90, offre lavoro a un totale complessivo di 349 dipendenti. L’azienda ha fatto sapere che garantirà “pieno sostegno” a tutti “nel corso di questo processo”. Ma i sindacati sono già sul piede di guerra e hanno iniziato uno sciopero di 8 ore per ogni turno di lavoro dallo scorso 27 novembre, proseguito con un presidio-assemblea di fronte all’azienda.
Tra i presenti anche Alberto Cirio, presidente della regione Piemonte: “Entro questa settimana incontrerò la società per avere un quadro chiaro della situazione” ha spiegato. “La Regione farà tutto quanto possibile, assieme alle istituzioni locali, per scongiurare il rischio di chiusura di una realtà produttiva tanto importante per il nostro territorio”.
Le motivazioni dietro la chiusura sono più o meno numerose, ma tutte accomunate dallo stesso carattere – l’obbedienza alla legge del numero, per l’appunto. “Solo una minima parte della produzione di Santa Vittoria è destinata al mercato italiano” si legge in una nota stampa dell’azienda. Lo stabilimento sarebbe “posizionato lontano dai principali mercati”, con il Nord Europa che potrebbe essere “più facilmente servito dagli stabilimenti vicini e di maggiori dimensioni, nonché tecnologicamente più avanzati“
Azioni Diageo: le quotazioni continuano a muoversi all’interno di uno stretto trading range
Quotate sul New York Stock Exchange, le azioni Diageo sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, nonostante le performance negative registrate nelle ultime sedute. Dopo il massimo relativo toccato lo scorso 27 settembre sul livello 142,73, l’azione ha drasticamente invertito la propria direzionalità con un violento movimento ribassista, posizionato al di sotto di una ben inclinata trendline discendente, che si è arrestato solo in prossimità del supporto presente a quota 118,35 (6 novembre).
Da quel momento i corsi si sono mantenenti sempre all’interno di uno stretto trading range compreso tra i livelli 118 e 122, con una casuale alternanza di giornate positive e negative. Tale congestione, ben evidente anche sul grafico settimanale, deve comunque interpretarsi come una fase di accumulazione che vedrà presto i prezzi effettuare un breakout rialzista per raggiungere la prima resistenza individuabile in area 124, dove transita anche l’importante indicatore Supertrend daily.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 120,02 con target nell’intorno dei 124 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 118 con obiettivo molto vicino al livello 114. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i corsi stazionare ancora al di sotto sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25, diventati ribassisti a fine ottobre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 37.

Il grafico weekly del titolo DIAGEO









