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Azioni Domino’s Pizza: quali le attese dopo i dati del 3° trimestre?

Azioni Domino's Pizza: quali le attese dopo i dati del 3° trimestre?

Tra le azioni da monitorare a Wall Street nella penultima seduta della settimana troviamo Domino’s Pizza, con la società che nelle scorse ore ha comunicato i dati del terzo trimestre fiscale conclusosi il 10 settembre scorso. Nello specifico la catena di pizzerie statunitense ha chiuso il periodo con un utile per azione pari a 4,18 dollari, in aumento rispetto ai 2,79 dollari che si erano avuti nello stesso periodo dello scorso anno e risultando oltre le attese degli analisti che si aspettavano 3,29 dollari per azione. Per quanto riguarda il fatturato questo è stato di 1,03 miliardi di dollari, in calo sia rispetto agli 1,07 miliardi di dollari di un anno fa che sotto il consensus posto a 1,05 miliardi di dollari. Per quanto riguarda le le vendite negli Stati Uniti queste sono diminuite dello 0,6%, mentre al contrario sono cresciute del 3,3% quelle che si sono avute all’estero. Nel corso della presentazione dei dati il management ha confermato il dividendo trimestrale di 1,21 dollari per azione che verrà staccato il prossimo 15 dicembre.

Ricordiamo infine che l’azienda nel mese di luglio ha firmato un accordo con Uber che consentirà ai clienti statunitensi di effettuare ordini sulle app Uber Eats e Postmates della società di ride-sharing. Per alcune banche d’affari tutto questo potrebbe avere un impatto positivo sulla crescita dei negozi Domino’s negli Stati Uniti nell’ordine del 3%.

 

Azioni Domino’s Pizza: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere quali sono le attese nel breve e medio periodo sull’azione quotata a Wall Street. Il rimbalzo partito sul titolo Domino’s pizza nella giornata di lunedì scorso dai minimi di periodo posti nelle vicinanze dei 300 dollari, si è interrotto nella seduta di ieri con i prezzi che hanno mancato il superamento dei 360 dollari. Nel breve termine fondamentale sarà il superamento di quest’ultime aree resistenziali, sopra i quali potremmo avere una ripresa degli acquisti in direzione dei 375-378 dollari dove troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend. Nel caso in cui questi livelli dovessero essere lasciati alle spalle si aprirebbero le porte per ulteriori allunghi fin verso i massimi dell’anno in corso situati sui 405 dollari. Dal punto di vista operativo il break di tali aree andrebbe a rafforzare il quadro grafico con possibili nuovi allunghi verso i massimi degli ultimi 19 mesi in area 425 dollari.

Al contrario la perdita sul finale di giornata dei 335 dollari, farebbe proseguire quel trend discendente innescatosi nel mese scorso dai 400 dollari, verso i 325 dollari e successivamente i 315 dollari. Nel caso si realizzasse questa view, la violazione di tali supporti spingerebbe prima i corsi a chiudere il gap-up lasciato aperto lo scorso 15 giugno in area 305,7 dollari e a seguire i minimi annuali posizionati sui 287-288 dollari.

 

 

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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