In Borsa italiana, complice le tensioni geopolitiche in Venezuela, è un inizio di settimana all’insegna degli acquisti per le azioni Eni, con le quotazioni che si portano oltre i top di periodo situati in area 16,50 euro. A sostenere inoltre il sentiment odierno sono le notizie provenienti dal cane a sei zampe e riguardanti la nascita di una nuova società.
Nello specifico, il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha annunciato che dal 1° gennaio 2026 è stato conferito il ramo di azienda dell’unità di business Refining Evolution & Transformation alla nuova società Eni Industrial Evolution. Questa avrà come obiettivo quello di assicurare la gestione degli asset tradizionali, in particolar modo raffinerie e depositi, in Europa e Medio Oriente e di consolidare il percorso di trasformazione industriale, anche in ottica di economia circolare, attraverso lo sviluppo di nuove filiere industriali.
L’operazione si inserisce nell’ambito della strategia della società volta ad assicurare un’offerta energetica completamente decarbonizzata, cercando di sfruttare le opportunità e le prospettive di crescita provenienti dalla transizione energetica. Il perimetro di Eni Industrial Evolution comprenderà le raffinerie di Sannazzaro de’ Burgondi e di Taranto, la partecipazione nella joint venture della Raffineria di Milazzo e la raffineria di Livorno, lo stabilimento di Robassomero, il Centro Ricerche Sud di San Filippo del Mela, gli asset di logistica primaria, ovvero i depositi e oleodotti, e le partecipazioni in Ecofuel S.p.A e Costiero Gas Livorno Spa.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Eni a Piazza Affari. Con volumi che a fine seduta dovrebbero essere doppi rispetto alla media giornaliera mensile, è un inizio di settimana all’insegna degli acquisti per il titolo Eni, con i prezzi che si portano oltre gli ex massimi di periodo situati in area 16,50-16,55 euro
Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere messi alle spalle, si andrebbe incontro a un ulteriore rafforzamento del quadro grafico, con target successivi, i top degli ultimi 7 anni, situati sui 16,75-16,80 euro. Il superamento di tali aree resistenziali dovrebbe far proseguire gli acquisti fin verso i 17,50 euro, aree che il titolo non tocca da 10 anni. In questo contesto eventuali prese di beneficio in direzione dei 15,80-15,75 euro, dove non solo transita l’indicatore daily del Supertrend ma anche la trendline ascendente cha parte dai minimi dello scorso mese di aprile, dovrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario, la perdita dei livelli sopra menzionati, dovrebbe aprire le porte a una fase correttiva più marcata. In questo caso il primo obiettivo ribassista sarebbe posto sui 15,50-15,40 euro e a seguire i 15,17 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 23 ottobre.
Sotto questi livelli è possibile una continuazione delle vendite verso i 14,90 euro e successivamente in direzione dei minimi degli ultimi 4 mesi situati sui 14,50-14,45 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo. Nel caso in cui dovessimo assistere anche alla violazione di tali supporti, si avrebbe un ulteriore indebolimento del quadro grafico di medio termine, con prossimi obiettivi i 14,30-14,25 euro e successivamente la soglia dei 14 euro
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