Le azioni europee hanno faticato a tenere il passo di Wall Street quest’anno. Mentre i titoli statunitensi hanno trovato forza nel boom dell’intelligenza artificiale e nell’ottimo stato di forma dell’economia USA, quelli europei sono rimasti appesantiti da un’economia dell’eurozona zoppicante, dalle difficoltà dei settori lusso e automotive e da una situazione precaria a livello politico in Germania e Francia. Non ha avuto invece grande impatto l’avvio del ciclo dei tagli ai tassi di interesse della Banca centrale europea dopo che l’inflazione si è avviata verso il target di lungo termine del 2%. Gli investitori trovano poco attraente il contesto europeo, con una crescita che latita da troppo tempo.
Azioni europee: chi ha vinto e chi ha perso
Il bilancio del 2024 ha comunque messo in evidenza alcune azioni europee, in grande spolvero rispetto ad altre che invece hanno sofferto. Ecco di seguito chi sono stati i vincitori e i vinti dell’anno quasi giunto al termine.
Le azioni europee di successo nel 2024
Siemens Energy
Siemens Energy è stata la vera star di Borsa nel Vecchio continente. Le sue azioni hanno realizzato una performance del 318,58% a Francoforte. L’azienda nata dallo scorporo della divisione di energia elettrica del colosso tecnologico tedesco Siemens AG ha guadagnato in Borsa addirittura più del gigante dei chip americano Nvidia, oltre a eclissare tutti gli altri membri dello Stoxx Europe 600. La forza del rally è stata spinta dalla sezione grid technologies che ha compensato la debolezza del business dell’energia eolica.
Difesa
Le azioni della Difesa hanno tratto vantaggio dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente, mentre la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti ha messo pressione all’Europa affinché aumenti le spese militari nell’ambito della partecipazione alla Nato. Tra i titoli del settore che si sono messi più in vista quest’anno figura Kongsberg Gruppen, azienda norvegese che alla Borsa di Oslo è salita del 178,04% da inizio anno.
Banche
Il settore bancario è stato il più performante nel 2024 sulle Borse europee. L’indice Stoxx Banks è salito del 28,79% dal 1° gennaio, a fronte di un incremento di appena il 5,88% del benchmark generale Stoxx 600. L’istituto di credito più redditizio è risultato Banca Monte dei Paschi di Siena, il quale ha più che raddoppiato la sua capitalizzazione di mercato grazie ai tassi di interesse più alti, alla ristrutturazione aziendale che portato l’azienda a una maggiore redditività, e alla ripresa del pagamento dei dividendi dopo 13 anni. Il settore ha anche beneficiato dei movimenti in ambito di consolidamento, con Unicredit a far la parte del leone. Il gruppo di piazza Gae Aulenti ha messo nel mirino il Banco BPM e la rivale tedesca Commerzbank. Nel frattempo, Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (BBVA) ha presentato un’offerta pubblica di acquisto ostile per la più piccola competitor spagnola Banco Sabadell SA.
Le azioni europee che hanno perso di più nel 2024
Nestlé
Nestlé ha perso circa un quarto del suo valore nell’anno peggiore della sua storia in termini di performance. Il colosso svizzero alimentare ha pagato l’impennata dei prezzi del caffè e del cioccolato a causa del crollo del raccolto nei Paesi produttori. La buona notizia è che gli analisti nutrono un certo ottimismo per il 2025, con il rimbalzo che dovrebbe essere determinato dal fatto che Nestlé rimane leader assoluto nel settore. Tutti continuano a comprare il latte, il caffè e le barrette di cioccolato. Nonostante tutto.
Lusso
I titoli del lusso hanno dovuto affrontare un anno estremamente difficile, a causa soprattutto del crollo della domanda cinese. Il valore della più importante azienda del settore, LVMH, è sceso di circa 50 miliardi di euro quest’anno, il che le ha fatto perdere la corona di azienda più capitalizzata d’Europa. Tempi duri anche per Kering SA, le cui azioni hanno toccato il livello più basso dal 2017.
Automotive
Il vero sconfitto del 2024 è il settore dell’automotive, asfaltato dal tracollo della domanda. Colossi come la tedesca Volkswagen e l’italo-francese Stellantis hanno vissuto una via crucis con chiusure di stabilimenti e licenziamenti. A far clamore sono state le dimissioni dell’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares. Il top manager si è trovato tutti contro: dal governo ai fornitori, ai clienti e soprattutto agli stessi membri del Consiglio di amministrazione. Il tonfo delle azioni in Borsa del settore è conseguenza anche della difficile transizione all’elettrico, con una richiesta di veicoli a batteria ancora insufficiente per effetto del costo elevato e dell’infrastruttura per la ricarica delle batterie inadeguata.









