Fedex Express Italy, filiale italiana del colosso americano della logistica, avrebbe messo in atto un “sistema fraudolento”, che dura “da anni”, per il “sistematico sfruttamento dei lavoratori” e con “ingentissimi danni all’erario”. Lo scrivono i pm di Milano Paolo Storari e Valentina Mondovì nel decreto di sequestro d’urgenza per frode fiscale, tra il 2022 e il 2023, per oltre 46,6 milioni di euro, eseguito la scorsa settimana dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf.
Un presunto “sistema” descritto anche negli atti che avevano portato a sequestri in passato nei casi Dhl, Amazon, Gls, Lidl, Brt, Geodis, Esselunga, Securitalia, Ups, Gxo, solo per citarne alcuni. Per i pm milanesi, quel “meccanismo fraudolento” sarebbe ancora “in atto”.
La società, per i pm, avrebbe avuto solo l’obiettivo della “massimizzazione del profitto”. Il pm dà conto anche del fatto che la filiale italiana di FedEx ha preso parte nei mesi scorsi all’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale sulla logistica e i trasporti, anche per “porre le basi per il superamento del diffuso fenomeno deviante”. Tuttavia, allo stato, scrive la Procura, non ci sono state “modifiche sostanziali alle politiche di impresa”.
Azioni Fedex: quotazioni in ribasso violano il supporto a 255
Quotate sul New York Stock Exchange, le azioni Fedex sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance leggermente positiva registrata nella seduta di ieri.
Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni si sono mantenute tutta la giornata all’interno di uno stretto trading range compreso tra i livelli 246,98 e 250,50.
Dopo il minimo toccato lo scorso 20 settembre 2024 sul livello 253,50, l’azione ha drasticamente invertito la propria rotta con un improvviso movimento rialzista che ha arrestato la propria corsa solo in prossimità della resistenza presente a quota 308,53 (25 novembre).
Trattandosi di un rally probabilmente eccessivo raggiungendo un massimo relativo di periodo, Fedex ha successivamente iniziato a perdere costantemente valore fino ad annullare di recente tutti i guadagni ottenuti in questi mesi, anche grazie al vistoso gap down di accelerazione ribassista che ha violato l’importante supporto posto sul livello 255 (3 febbraio).
Per l’immediato futuro, comunque, è lecito attendersi una reazione del mercato con un pronto rimbalzo che permetta ai corsi di ricoprire il già citato gap rimasto ancora aperto a quota 263,79. Anche il pattern di analisi candlestick formatosi ieri, assimilabile al “Doji” e indicante una generalizzata indecisione da parte degli operatori, potrebbe indicare un’imminente inversione di tendenza, almeno di corto respiro.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 250,50 con target nell’intorno dei 263,79 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 246,98 con obiettivo molto vicino al livello 236,75.
L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a metà dicembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “ipervenduto” vicino al livello 28.

L’andamento di breve termine del titolo FEDEX









