Oggi gli investitori hanno la possibilità di acquistare azioni frazionate per ovviare ai problemi di acquisto delle azioni intere. Infatti, alcune azioni hanno un prezzo di mercato talmente elevato che anche comprarne solo una comporterebbe un esborso monetario impegnativo e quasi impossibile. L’esempio più concreto è quello delle azioni Berkshire Hathaway di classe A, che quotano quasi 700.000 dollari ciascuna. In casi del genere, una possibilità per mettere le azioni alla portata di chiunque è che la società emittente esegua uno split azionario, ovvero una suddivisione del capitale sociale in un numero maggiore di azioni con un prezzo inferiore per ciascuna. Qualora ciò non avvenga, però, una soluzione per l’investitore è quella di acquistare azioni frazionate. In questo articolo:
- Azioni frazionate: cosa sono
- La differenza con le azioni intere
Azioni frazionate: cosa sono
Le azioni frazionate sono porzioni di azioni intere che permettono a un soggetto di investire in una quota più piccola di una società rispetto a quella necessaria per comprare un’azione intera. In verità, l’investitore non acquista un pezzo di azione, in quanto non è ammesso essere soci di un’azienda per parti frazionate. Il meccanismo è più complesso. Perché si possa acquistare un’azione frazionata è necessario l’intervento di un intermediario. In che modo? Quando quest’ultimo riceve l’ordine da più clienti di azioni frazionate, acquista l’azione per intero e ne diventa proprietario. La quota poi la divide tra i vari investitori che desiderano la frazione di azione iscrivendo l’operazione nei suoi registri. In pratica, quando si acquista un’azione frazionata non si fa altro che acquisire un diritto fiduciario del broker su una parte di un’azione intera.
Si ipotizzi che le azioni Nvidia quotino 200 dollari. Gli investitori del broker Alfa vogliono acquistare frazioni dell’azione. Ad esempio, il trader X vuole investire 100 dollari, il trader Y 80 dollari e il trader Z 20 dollari. A quel punto, l’intermediario compra 1 azione Nvidia a 200 dollari e vende i diritti su quell’azione ai tre trader in proporzione alla quota investita da ciascuno. Quindi, X ha una frazione su un’azione di 0,5, Y di 0,40 e Z di 0,10. Ne consegue che il broker è long sulle azioni Nvidia e short sui derivati stipulati con i quattro trader per la stessa cifra complessiva. In pratica, la sua posizione è flat e guadagna esclusivamente dalle commissioni e dagli spread applicati.
Ogni trader è invece proprietario di un diritto, in quanto formalmente ha acquistato un derivato verso cui è long. Di fatto, è come se fosse proprietario di una porzione dell’azione Nvidia. Se questa sale del 40%, il suo guadagno è corrispondente, sulla base dell’importo che ha investito. Quindi se il titolo Nvidia passa da 200 a 280 dollari, il valore dell’investimento del trader X aumenta da 100 a 140 dollari, quello del trader Y da 80 a 112 dollari, e quello del trader Z da 20 a 28 dollari.
In pratica, l’azione frazionata funziona allo stesso modo di un Cfd (contract for difference), con due differenze importanti: non è possibile adoperare la leva finanziaria e vendere allo scoperto.
La differenza con le azioni intere
A questo punto sorge spontanea una domanda: cosa distingue effettivamente un’azione frazionata da un’azione intera? La prima cosa da precisare è che l’azione frazionata non è un’azione ma un derivato che fornisce dei diritti fiduciari su un’azione e ne riproduce l’andamento sui mercati. Tra questi diritti vi è la percezione dei dividendi, in proporzione alla frazione di azione intera detenuta. Quindi, come nell’esempio di cui sopra, se Nvidia distribuisce un dividendo di 0,16 dollari per azione, il trader X percepirà per ogni azione frazionata 0,08 dollari. Se la società emittente fallisce o va in liquidazione, la quota verrà rimborsata al proprietario di un’azione frazionata in proporzione alla propria quota allo stesso modo in cui viene fatto con l’azionista per intero, sempre dopo aver rimborsato tutti i creditori e gli obbligazionisti.
Il diritto di voto però non è esercitabile con la frazionata, in quanto spetta al broker che è proprietario dell’azione. Infatti, non si può votare in assemblea per frazione di voto. Un altro problema che incontra l’azione frazionata rispetto all’intera è quello del trasferimento da una piattaforma di trading a un’altra, in quanto la proprietà rimane in capo al broker. Quanto alla negoziazione, mentre le azioni intere sono negoziate sul mercato aperto, quelle frazionate sono scambiate attraverso le società di intermediazione che offrono il servizio.
Infine, non per tutti i titoli è possibile acquistare azioni frazionate, anche se ormai il servizio offerto dagli intermediari è diventato molto diffuso. Tutti questi inconvenienti sono compensati dal fatto che l’azione frazionata garantisce l’accessibilità all’investimento in una società a una base più ampia di investitori, che pagano un prezzo più basso rispetto a quanto occorrerebbe sborsare se acquistassero un’azione intera. Ciò aiuta a programmare gli acquisti nel tempo in base alle proprie possibilità finanziarie accumulando una posizione, nonché a effettuare una diversificazione maggiore inserendo in portafoglio una quantità più numerosa di società quotate.









