Azioni Generali: quali prospettive con interesse per Mps di Intesa e Bpm?

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In una Piazza Affari che riesce ad allungare al rialzo grazie al risiko bancario, si mettono in luce le azioni Generali con le quotazioni che si spingono sui top di periodo. A sostenere gli acquisti sul Leone di Trieste è la mossa di Intesa Sanpaolo che, prima ancora dell’opas sul Monte dei Paschi, ha comunicato l’acquisizione del 3,01% del gruppo assicurativo. Nonostante la banca guidata da Carlo Messina si sia affrettata a sottolineare che la partecipazione è da leggere come un investimento azionario, in realtà l’operazione è un segnale di quanto il dossier Generali sia ormai parte integrante del nuovo consolidamento bancario italiano.

Ricordiamo infatti che dopo l’acquisizione di Mediobanca da parte di Mps, quest’ultima con il 13% del capitale è diventata indirettamente uno dei principali azionisti del Leone di Trieste, nodo in cui si intrecciano le posizioni di Delfin, Caltagirone, Mediobanca e Unipol. L’opas su Mps-Mediobanca porterebbe quindi Intesa Sanpaolo a superare il 16% del capitale di Generali. L’obiettivo non dichiarato di Carlo Messina sarebbe quello di sottrarre la compagnia assicurativa alla potenziale influenza del Crédit Agricole nell’ipotesi alternativa di un’aggregazione Banco Bpm-Mps.

A questo riguardo l’istituto guidato da Giuseppe Castagna nella sua proposta di integrazione con Banca Mps presentata nella giornata di ieri, aveva infatti sottolineato come il Leone di Trieste rimanesse un asset strategico. 

 

Azioni Generali: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire come si stanno muovendo le azioni Generali sulla Borsa italiana. Con volumi superiori alla media giornaliera mensile è un inizio di settimana in deciso rialzo per il titolo Generali che, con un guadagno di quasi il 2%, si portano oltre i 39,50 euro che rappresentano i massimi di sempre.

Con un’impostazione che su tutti i time frame è ascendente, le attese sono per una continuazione degli acquisti verso la soglia dei 40 euro e a seguire i 41 euro. In questo contesto rialzista eventuali prese di beneficio che dovessero riportare i corsi verso la soglia dei 37 euro, minimi degli ultimi due mesi e dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, potrebbero essere viste come nuove occasioni di acquisto.

Al contrario, la perdita dei livelli appena menzionati andrebbe a indebolire il titolo nel breve periodo. Il primo target ribassista sarebbe posto sui 36,4 euro, ex top toccati nello scorso mese di dicembre e gennaio, e a seguire i 36 euro. La mancata tenuta di questi livelli dovrebbe far proseguire le vendite in direzione dei 35 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e successivamente i 34,8 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline ascendente che parte dai minimi di novembre 2023.

La violazione di questi supporti andrebbe a indebolire la struttura grafica di medio termine, con prossimi obiettivi i 33,5 euro e a seguire il bottom degli ultimi 10 mesi in area 32 euro.

 

                              

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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