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Azioni growth e azioni value: quali scegliere?

Azioni growth e azioni value: quali scegliere?

Azioni growth o azioni value, quali scegliere? Questa domanda è rimbalzata spesso nella mente di tutte le tipologie di investitori nelle loro scelte di investimento, in qualsiasi momento storico. Durante la pandemia da Covid-19 i titoli growth hanno preso il sopravvento, per tutta una serie di ragioni legati alle misure restrittive prese dalle autorità governative sotto forma di lockdown e quarantene. Mentre, lo scorso anno hanno avuto la meglio i titoli value, a seguito della fuga degli investitori dalle società tecnologiche con l’aumento dei tassi d’interesse da parte delle Banche centrali. Vediamo quindi nel dettaglio cosa rappresentano le due tipologie di azioni, come individuarle e quando è conveniente optare per le une o per le altre.

 

Azioni growth: definizione e caratteristiche

Le azioni growth sono titoli emessi da aziende la cui attività è tutta improntata sulla crescita futura. Normalmente tali società investono molto capitale e fanno affidamento a fonti di finanziamento esterno. Proprio per questo motivo capita sovente che le imprese non siano ancora redditizie, perché mirano ad avere ritorni in un tempo più lontano. I settori di appartenenza delle azioni growth riguardano soprattutto la tecnologia, dove sono presenti molte start-up innovative che sono entrate nel mercato proponendo un business rivoluzionario o comunque al passo con i tempi.

Una delle caratteristiche delle azioni legate alla crescita è che presentano dei multipli superiori rispetto a quelli del mercato in generale. Tali multipli sono espressi soprattutto dal rapporto tra il valore delle azioni e gli utili previsti a una certa scadenza (qualora siano presenti). Ad esempio, un rapporto price/earnings a 12 mesi pari a 20 significa che un’azione viene scambiata a 20 volte i guadagni previsti nei prossimi 12 mesi. Il motivo per cui i multipli sono tendenzialmente più alti è perché gli investitori puntano più che altro sulle potenzialità di crescita del business e per via del fatto che almeno nel breve termine gli utili sono esigui.

Un’altra caratteristica dei titoli growth è che presentano delle oscillazioni più ampie rispetto ad altri titoli, essenzialmente perché per natura sono caratterizzati da una maggiore incertezza sui profitti aziendali. Inoltre, è molto difficile trovare azioni di questa categoria che distribuiscono dividendi, dal momento che mirano ad accrescere il valore nel tempo. Per tutte queste ragioni, le azioni growth sono più adatte a investitori che hanno un orizzonte temporale lungo.

 

Azioni value: definizione e caratteristiche

Le azioni value sono titoli emessi da società mature, che hanno solidi fondamentali e che operano in settori resilienti ai cicli economici. Le aziende operative nel campo delle utility, della sanità e dei generi alimentari fanno parte di questa categoria, proprio perché la domanda di prodotti o servizi che vendono rimane alta anche quando l’economia di un Paese cade in recessione.

A differenza delle azioni growth, le value presentano multipli contenuti, per effetto del fatto che la valutazione azionaria è strettamente equilibrata con gli utili prodotti e non si basa su una “scommessa” futura. Contestualmente, le società che emettono titoli value distribuiscono buoni dividendi e in maniera costante, perché ormai il business è definito e difficilmente subirà modifiche sostanziali. Le azioni value sono adatte a investitori che non si aspettano guadagni stratosferici, ma che puntano su un ritorno stabile e costante, sia nel breve che nel lungo termine.

 

Criteri per scegliere

Non si può dire a priori con estrema certezza quale sia l’investimento giusto da fare in rapporto ai due gruppi di azioni, perché molto dipende dalle aspettative di un investitore, dalla sua propensione al rischio, dal capitale a disposizione e dall’orizzonte temporale. Uno speculatore di breve periodo potrebbe sfruttare le maggiori oscillazioni dei prezzi dei titoli growth, ma deve tenere in considerazione che il ritorno dell’investimento arriverà (se arriverà) nel lungo termine. Un soggetto che predilige un flusso costante di reddito nell’ambito della gestione dei suoi risparmi, senza mettere troppa pressione al portafoglio, opta meglio per le azioni value.

È bene tenere presente però quali sono alcuni fattori che possono incidere sulle quotazioni delle due tipologie di titoli. Uno è certamente relativo ai tassi d’interesse delle Banche centrali. Come si è visto lo scorso anno, l’aumento dei tassi tende a far scendere i prezzi delle azioni growth. Le ragioni sono due. La prima è che le aziende che puntano sulla crescita accedono a molti finanziamenti esterni per sostenere gli investimenti; di conseguenza, tassi più alti fanno lievitare gli oneri sostenuti sui prestiti ricevuti. La seconda è che le azioni, valutate come somma dei flussi reddituali futuri attualizzati, risultano essere meno preziose dal momento che lo sconto avviene a tassi più elevati. Viceversa, tassi più bassi fanno il gioco delle azioni di crescita per le ragioni opposte.

Quindi, in un ambiente dove le Banche centrali aumentano i tassi d’interesse, gli investitori farebbero bene a fuggire dai titoli growth e concentrarsi su quelli value. Quando invece gli istituti monetari abbassano il costo del denaro, significa che stanno rilanciando l’economia e quindi, sull’onda dell’entusiasmo, le azioni growth traggono vantaggio.

Un altro fattore che può condizionare la scelta tra i due gruppi di azioni concerne lo stato di incertezza e stabilità di un’economia. Nei periodi di crisi economica, in cui vi è scarsa crescita, deflazione e instabilità monetaria, le azioni growth sono penalizzate e gli investitori si rifugiano in settori maturi, che risultano maggiormente affidabili, in attesa che le cose cambino.

Un terzo fattore si riferisce alle politiche governative sul tema dell’innovazione tecnologica e della modernità. Un Paese che prevede incentivi fiscali, come ad esempio quelli per le auto elettriche, crea le condizioni affinché le aziende del settore possano prosperare. Quindi, questo potrebbe essere un elemento da tenere in considerazione quando si decide di comprare le azioni growth a scapito di quelle value.

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