Le azioni del settore healthcare statinitense sono rimaste indietro quest’anno a Wall Street. L’indice S&P Health Care è scivolato del 5,32% da inizio 2025 fino all’ultima chiusura di ieri, a fronte di un guadagno del 7,88% del benchmark più ampio. Inoltre, secondo i dati forniti da State Street IM, gli Etf concentrati sui titoli della sanità hanno registrato 12 mesi consecutivi di deflussi netti di capitale fino a luglio, per un totale di 11,5 miliardi di dollari. Si è trattato del peggiore risultato tra tutti i settori dell’S&P 500. La situazione è ancora più critica se si estende l’orizzonte temporale. Negli ultimi tre anni, il settore dei farmaci è variato poco alla Borsa americana, a fronte di un balzo del 50% dell’indice generale. In questo articolo:
- Azioni sanitarie Usa: perché non attirano gli investitori
- È giunto il momento di comprare?
Azioni healthcare Wall Street: perché non attirano gli investitori
I dati appena visti dimostrano che gli investitori non sono attratti dalle azioni della sanità. Gli osservatori finanziari attribuiscono la mancanza di interesse a vari fattori. Innanzitutto, le politiche dell’amministrazione Trump volte ad abbassare i prezzi dei farmaci da prescrizione negli Stati Uniti hanno spaventato gli investitori in merito alla tenuta dei margini aziendali. A ciò si aggiungono i tagli ai finanziamenti per la ricerca sanitaria e Medicaid che hanno offuscato le prospettive future delle società. In verità, come osserva Jared Holz, strategist del settore sanitario presso Mizuho Securities, “c’è un costante eccesso politico e normativo che non sembra placarsi con nessuna amministrazione Usa”. A suo avviso, “quando c’è così tanta nebulosità nel settore, le persone si allontanano”.
Un’altra ragione che ha portato alla fuga dalle azioni sanitarie è la scadenza dei brevetti su farmaci chiave di parecchie aziende importanti. A quel punto, diventa necessario aggiornare la pipeline per mantenere un vantaggio competitivo, ma evidentemente non sempre si è dato corso al risultato sperato.
È giunto il momento di comprare?
Il ritardo delle azioni healthcare a Wall Street ha reso però molto economiche le azioni che ne fanno parte. Secondo i dati Lseg Datastream, lo sconto dei titoli del comparto rispetto a quelli del mercato più ampio è il più grande degli ultimi 30 anni. Il blocco delle azioni pharma scambia in media a 16,2 volte gli utili previsti per i prossimi 12 mesi, rispetto a quasi 20 volte di un anno fa. Nel contempo, il rapporto prezzo/utili dell’indice S&P500 è di oltre 22 volte. Si è configurata un’occasione ghiotta per entrare a mercato e comprare le azioni sanitarie?
“La valutazione è estremamente economica”, ha detto Walter Todd, direttore degli investimenti di Greenwood Capital. “A questo punto, ci sono le condizioni per ottenere una certa sovraperformance”.
A giudizio di Patrick Kaser, gestore di portafoglio di Brandywine Global, “la prospettiva è che molte delle cattive notizie siano prezzate e anche di più”. Quindi, “scommettere contro il settore sanitario equivarrebbe essenzialmente a scommettere sul divario di valutazione con il mercato generale, che è già ampio”.
Non è convinto Michael Mullaney, direttore della ricerca sui mercati globali di Boston Partners, che ha espresso riluttanza a investire nelle azioni del settore sanitario in quanto “possono essere trappole di valore”. A suo avviso, “ci sono posti migliori dove mettere il proprio denaro, come i settori industriali e finanziarie”.









