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Buffett investe su HP: azioni verso nuovi massimi?

Buffett investe su HP: titolo verso nuovi massimi?

Dopo il rally di ieri anche nella seduta odierna le azioni HP saranno tra le osservate speciali a Wall Street. A catalizzare l’interesse del mercato sul titolo la notizia che Warren Buffett, con la sua Berkshire Hathaway, è arrivato a possedere l’11,4% del capitale della multinazionale informatica per un valore di 4,2 miliardi di dollari.

Così dopo aver puntato in passato su IBM e su Apple,  la holding controllata dal magnate statunitense è diventata il maggiore azionista di Hewlett Packard , superando nel capitale sia Vanguard Group, che possiede l’11%, che BlackRock che si attesta poco sopra il 10%.

Ricordiamo che solo qualche settimana fa HP aveva rivisto al rialzo le stime annuali, dopo aver registrato numeri importanti nei primi 3 mesi dall’anno fiscale, e questo dimostra come i fondamentali di un’azienda rappresentano un elemento importante negli investimenti di Warren Buffett.

HP risulta in ordine di tempo l’ultimo shopping di Buffett, che già nel mese di marzo aveva acquistato sia la compagnia assicurativa Alleghany Corp, per 11,6 miliardi in contanti, che una partecipazione del 14,6% in Occidental Petroleum, costata ben oltre 6 miliardi di dollari.

 

Azioni HP: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere la reazione del titolo in scia a queste notizie. La giornata di ieri, che si è chiusa con un guadagno vicino al 15%, ha riportato le quotazioni delle azioni HP a contatto con le forti resistenze situate oltre i 40 dollari. Nel breve è possibile una fase di consolidamento prima di una nuova accelerazione rialzista che avrebbe un prossimo target rialzista situato sui 41,50 dollari. Questo rappresenta un obiettivo intermedio per il titolo, in quanto il target ambizioso sarebbe posizionato sui 46 dollari, che rappresenta l’ampiezza del rettangolo, tra i 34 e i 40 dollari, in cui i prezzi sono rimasti ingabbiati nei mesi passati.

Al contrario segnali di debolezza si avrebbero con discese sotto i 37 dollari, con primi target situati sulla parte bassa del trading range nei pressi dei 34 dollari. L’eventuale test di questi livelli sarebbe da monitorare attentamente perché la sua rottura metterebbe in moto un movimento correttivo che a quel punto spingerebbe i prezzi verso i 32,50 dollari, dove verrebbe chiuso il gap up lasciato aperto il 24 novembre 2021, e a seguire i 30,50-31 dollari.

 

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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