Intel cerca di reagire e recuperare il terreno perduto sul fronte dei chip per l’intelligenza artificiale, al fine di non rimanere tagliata fuori dal mercato. Il gruppo che a cavallo del cambio di millennio dominava il settore dei semiconduttori si trova ad affrontare una difficile svolta strategica che implica ridefinizioni di perimetro e riduzioni di personale. L’amministratore delegato, Lip-Bu Tan, punta a semplificare la struttura, razionalizzare i costi e riguadagnare centralità nel mondo dei chip per l’intelligenza artificiale dove, complice la crescita attesa, ci potrebbe essere spazio anche per i ritardatari.
Nuovi chip per Intel e cessione di Nex
Il percorso di recupero del tempo perduto predisposto dall’amministratore delegato di Intel prevede l’addio alla divisione dedicata alle soluzioni edge e di rete, ovvero una divisione storica del gruppo. Anche se il processo di dismissione deve ancora essere avviato, l’operazione si inserirebbe nel processo di riperimetrazione del gruppo iniziato con la vendita di Altera al fondo Silver Lake, dalla quale Intel ha ricavato 20 miliardi di dollari lo scorso aprile (per il 51%).
La cessione di divisioni non più considerate core, serve a Intel per concentrarsi e investire sullo sviluppo di chip per l’intelligenza artificiale. Recentemente sono stati lanciati tre nuovi processori, gli Xeon 6, dotati di P-core. Il loro obiettivo è aiutare le GPU a sostenere i carichi di lavoro più gravosi imposti dall’IA. Dunque un ruolo da comprimario, ma importante, rispetto alle memorie di Nvidia. Karin Eibschitz Segal, general manager del Data Center Group di Intel, ha sottolineato come i nuovi Xeon dimostrino l’impegno dell’azienda per tornare ad avere un ruolo rilevante nella corsa all’IA.
Trimestrale debole, guidance deludente: il mercato per ora rimane prudente
Il processo intrapreso dal produttore di chip è appena iniziato e sarà lungo e non scevro da insidie. Ecco perché gli investitori finora non hanno mostrato troppa euforia per i titoli Intel. Il primo trimestre dell’anno, peraltro, si è chiuso con perdite per 800 milioni di dollari, il doppio dello stesso periodo del 2024. Meglio delle attese degli analisti ma decisamente non un risultato che il mercato possa accogliere con ovazioni. E infatti le azioni Intel sono state vendute con forza nel giorno della presentazione della trimestrale.
Azioni Intel: il quadro grafico e fondamentale
Nonostante tutto, da inizio anno le azioni Intel riescono a conservare un piccolo rialzo, circa il 2,5%, anche se le performance a 6 mesi e 1 anno sono decisamente deboli, rispettivamente a -16,8% e -31,2%, rilevate alla chiusura di contrattazioni del 22 maggio 2025. È da quasi un anno che le azioni Intel oscillano nei dintorni di area 20 euro, su quotazioni in precedenza viste nel 2013.
Secondo l’analisi effettuata dalla piattaforma Forecaster, utilizzando i metodi del Discounted cash flow e dell’Economic value added, le azioni Intel sono sopravvalutate anche alle quotazioni attuali, di almeno il 30%. In effetti gli utili vengono da tre anni di riduzioni fino a essere scivolati in negativo lo scorso anno. L’avvio del 2025 non sembra per ora poter cambiare la tendenza.
Per quanto riguarda la stagionalità, Intel si avvicina alla fine di un periodo di rialzo. Statisticamente, infatti, sull’arco dei 5, 15 e 25 anni, fino all’1 giugno l’azione si è mossa al rialzo. Dopodiché segue un periodo di correzione che accompagna il titolo lungo tutto il mese di giugno.
Dal punto di vista tecnico, il quadro di Intel rimane debole. Il titolo per tre volte ha testato l’area dei 18,50 euro, ma la reazione che ne è seguita non è riuscita finora a superare quota 26,30, da dove potrebbero arrivare allunghi verso i 32 dollari. La caduta di area 18,50, invece, proietterebbe le quotazioni verso i 12 dollari. Dalle quotazioni attuali, in area 20,50 dollari, appare probabile un nuovo testo di quota 18,50 che sarà determinante.
Azioni Intel: le strategie operative con i Certificati Turbo24 di IG
Il prossimo test dei minimi di area 18,50/60 dollari potrebbe essere sfruttato aprendo posizioni ribassiste da quota 20,50. Lo stop potrebbe essere posizionato a 21,40 dollari. Per questo tipo di operatività può essere utilizzato un Certificato turbo warrant short di IG che abbia il livello di Knock-Out (KO) superiore alla zona scelta per lo stop loss indicato.
Nel dettaglio, il Certificato con ISIN DE000A24GGG6 propone un livello di KO a 28,3454 dollari. Per trovare la corretta size di ingresso a mercato, ricordiamo di controllare il moltiplicatore, sotto la voce info. L’ammontare massimo che si potrà perdere non supererà in ogni caso l’investimento iniziale: perché ciò accada le quotazioni di Intel dovranno raggiungere il livello di KO del Certificato.










