Ftse Mib si affaccia oltre 41.000, si prepara al test dei massimi 2007?

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Il Ftse Mib è uno tra i pochi grandi indici mondiali a non essere ancora tornato sui livelli massimi del 2007, prima dello scoppio della bolla dei mutui subprime e della conseguente crisi finanziaria, almeno nella sua versione che non comprende i dividendi distribuiti dalle azioni che lo compongono. Il 18 maggio di quell’anno l’indice delle blue chip di Piazza Affari raggiunse un massimo a 44.364 punti. Il giorno seguente aprì con un gap ribassista e terminò le contrattazioni con un ribasso di quasi il 2%, il primo vagito di una discesa che si fermò solo il 9 marzo 2009 a 12.332 punti e che portò una perdita di 72 punti percentuali. Oggi manca poco più dell’8% per tornare a quota 44.364. Il Ftse Mib avrà la forza di arrivarci?

 

In questo articolo: 

 

  • Il ruolo del settore bancario
  • Gli scenari globali, geopolitici e commerciali
  • L’analisi tecnica del Ftse Mib
  • Ftse Mib: le strategie operative con le Barrier options di IG

 

Il ruolo del settore bancario

Le banche italiane hanno costruito la loro solidità negli anni della crisi, prima finanziaria e poi dei debiti sovrani, che hanno colpito l’Italia e altri Paesi tra il 2009 e il 2012. L’esito degli ultimi stress test realizzati dall’Eba (European banking authority) ha fornito l’ennesima conferma. Oggi il comparto bancario italiano raccoglie i frutti di quel rafforzamento dedicandosi alla crescita dimensionale, soprattutto interna ai confini nazionali ma con alcune puntate all’esterno, come per esempio nel caso di Unicredit che mira alla tedesca Commerzbank.

Il risiko bancario è stato uno dei motori della crescita del Ftse Mib. La performance del comparto banche, dai livelli di agosto 2023, è stata superiore al 150% mentre da inizio anno il rialzo si attesta al 46% circa. Per confronto, l’indice guida di Piazza Affari è salito del 23% da inizio anno. Dal punto di vista dei singoli titoli bancari, Banca Mediolanum è salita del 42%, Banco Bpm del 45%, Banca Popolare di Sondrio del 46%, Intesa Sanpaolo del 35%, Unicredit del 70%, Banca Mps del 15% e Bper Banca del 39%.

Le operazioni straordinarie sono state determinanti anche per aggiudicare la palma di miglior titoli da inizio anno che, alle rilevazioni del 7 agosto 2025, risulta essere Iveco con un rialzo del 96%. La società è in procinto di essere ceduta a una joint venture tra Tata Motors e Leonardo. Lo scenario geopolitico internazionale ha invece spinto Leonardo ad accumulare rialzi dell’83% da inizio anno. Sul terzo gradino del podio Telecom Italia (+74%), con Poste Italiane che è diventato il principale azionista.

 

Gli scenari globali, geopolitici e commerciali

Nell’anno in cui Trump è tornato a risiedere nella Casa Bianca i mercati azionari europei hanno fatto meglio di quelli statunitensi, nonostante dazi e tensioni geopolitiche (Medioriente e Ucraina). Da inizio anno il Ftse Mib mostra una crescita del 20% circa, in linea con quanto fatto dal Dax (22%) e decisamente meglio del Cac40 (+5%), sul quale si sono scaricate le tensioni sul debito pubblico a fronte di un’Italia più virtuosa. Oltre Atlantico solo il Nasdaq sfiora la doppia cifra di rialzo, con l’S&P500 vicino all’8% e il Dow Jones Industrial sotto il 4%.

Più che i dazi, che molti analisti ritengono essere un boomerang per gli Usa in termini di minore crescita e maggiore inflazione (da qui la prudenza della Fed nell’azionare la forbice del taglio dei tassi di interesse), ad allontanare gli investitori dai mercati azionari a stelle e strisce è il timore per l’entità del debito pubblico.

L’obiettivo di Trump, con i dazi, è ridurre il deficit di bilancia commerciale e raccogliere denaro con cui coprire, almeno in parte, gli effetti del Big Beautiful Bill. Il Congressional budget office (Cbo) ha stimato un impatto di 3.400 miliardi di dollari di spesa nei prossimi dieci anni, che potrebbero superare i 4.000 miliardi conteggiando gli interessi sul debito.

Oltre al trasferimento di capitali dagli Stati Uniti all’Europa, il Vecchio continente potrebbe beneficiare anche della maggiore chiarezza sul fronte commerciale, dopo la firma di un accordo preliminare (deve essere ancora formalizzato) su dazi al 15% (con alcune esclusioni) e di eventuali tregue nella guerra tra Russia-Ucraina.

 

L’analisi tecnica del Ftse Mib

Accompagnato da un lungo e costante canale rialzista, in essere dalla metà di ottobre 2022 e violato al ribasso unicamente in occasione della discesa delle Borse seguita al “Liberation Day” di Donald Trump, lo scorso aprile, il Ftse Mib ha riguadagnato quota 41.000 punti, almeno tempporaneamente. Si ritrova ora nella parte alta del canale descritto, costruito passando per i minimi di inizio agosto 2024, parte alta che transita in area 42.300 punti. Il test arriverà con tutta probabilità una volta superata la resistenza a 41.700.

La struttura positiva di breve termine dell’indice guida di Piazza Affari è destinata a rimanere intatta fino a eventuali rotture al ribasso della media mobile a 25 giorni, transitante a 40.000 punti e della sottostante resistenza statica a 39.700. Oltre i 42.300 punti si aprirebbero per il Ftse Mib le porte per raggiungere i massimi di agosto 2007 a 44.364 punti, pur se l’obiettivo della rottura più immediato sarebbe in area 43.700/800.

A ostacolare questi sogni di gloria potrebbe essere una stagionalità negativa. Calcolata con la piattaforma Forecaster.biz, riporta l’80% di statistiche short negli ultimi cinque anni e il 70% negli ultimi dieci anni. Lo scoglio principale è rappresentato dal mese di settembre, negativo in tutti gli ultimi cinque anni, con una performance media negativa del 2%. Dunque, pur all’interno di un’impostazione grafica rialzista e con gli indicatori tecnici di forza relativa che non evidenziano divergenze rispetto al grafico dell’indice, il test della parte alta del canale potrebbe non avere successo in un primo momento.

 

Ftse Mib: le strategie operative con le Barrier options di IG

Per quanto riguarda l’operatività, si potrebbero valutare strategie long su superamento dei 41.800 punti. L’ingresso potrebbe essere posizionato fino a un centinaio di punti sopra la soglia. Lo stop loss scatterebbe a 41.200 mentre il primo obiettivo si trova a 42.700. Per questo tipo di operatività può essere utilizzata la Barrier option call di IG con sull’indice Ftse Mib che abbia livello di Knock-Out (KO) inferiore alla zona scelta per lo stop loss indicato, come la Italy 40 Barrier Call feb-26. L’ammontare massimo che si potrà perdere verrà determinato dal prezzo di knock-out scelto dall’investitore. Ciò consente al cliente di porre un limite assoluto alla perdita massimo per contratto.

 

Il grafico a candele settimana con l'andamento dell'indice Ftse Mib
L’andamento dell’indice Ftse Mib – Fonte: IG

 

Immagine di Redazione

Redazione

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