Nel mese di aprile, l’indice S&P500 ha attraversato un periodo di forte volatilità, con oscillazioni non riscontrabili in altre situazioni del passato. Il future, su cui investono i certificati Turbo24 di IG, nel mese di aprile ha registrato un calo del 6,26% (alla chiusura di giovedì 10 aprile). Un bilancio che è però il frutto di un’escursione al ribasso del 14,8% nelle 4 sedute tra il 2 e il 7 aprile e di un successivo recupero, prima di una nuova inversione. Osservando il grafico del future sull’indice guida di Wall Street si distaccano le due candele delle sedute del 4 aprile, al ribasso di quasi 5 punti percentuali, e del 9 aprile, al rialzo per quasi il 10%.
La causa di questa instabilità è ben nota: la guerra dei dazi scatenata da Donald Trump, che ha avuto un impatto profondo sul sentiment degli investitori, accompagnata dal classico comportamento erratico del presidente USA che ha prima annunciato tariffe “reciproche” verso tutte le nazioni al 34% per poi sospenderle per 90 giorni, mantenendo però attive quelle su automobili e acciaio e colpendo la Cina con un dazio del 145%.
Alcuni analisti hanno evidenziato come l’impatto delle misure tariffarie abbia sollevato dubbi sulla competitività delle imprese statunitensi, aumentando i costi di produzione e provocando una diminuzione degli utili. In parallelo, la politica monetaria della Federal Reserve rischia di rimanere invischiata in un trade-off difficile da risolvere, tra inflazione attesa in aumento a causa delle politiche protezionistiche dell’amministrazione Trump e rischio recessione provocato dall’aumento dei costi dei prodotti generato dalle stesse tariffe.
Guardando al futuro, le aspettative per il resto dell’anno sono miste. Da un lato, molti analisti rimangono fiduciosi che l’effetto combinato degli aggiustamenti tariffari, la possibile stabilizzazione delle politiche commerciali e una graduale normalizzazione delle condizioni economiche possano portare a una ripresa dell’indice. Altri analisti, tuttavia, mantengono una visione cauta a causa dell’incertezza globale e delle persistenti tensioni geopolitiche. Un moderato rallentamento dell’economia statunitense, unito all’eventuale riaffermazione delle politiche protezionistiche, potrebbero ritardare il pieno recupero del mercato azionario.
L’analisi tecnica e fondamentale dell’indice guida di Wall Street
Da inizio anno l’indice S&P500 mostra un ribasso di poco superiore al 10%. La Borsa statunitense non ha brillato nel 2025 nemmeno prima della crisi innescata dai dazi. Sono stati i dubbi sul settore tecnologico a frenare gli acquisti. Gli investitori hanno iniziato a manifestare dei dubbi sull’effettivo valore degli enormi investimenti effettuati nell’intelligenza artificiale. Il fatto che Microsoft abbia rinunciato ad alcuni contratti di leasing destinati alla creazione di nuovi data center ha confermato che forse, in questo momento, sia in atto una pausa di riflessione. Lo spazio di crescita del settore è ancora enorme, ma l’offerta ha superato il ritmo di crescita della domanda, richiedendo un adeguamento.
L’analisi dell’S&P500 effettuata utilizzando la piattaforma Forecaster.biz restituisce una condizione attuale di ipervenduto. Il Market mood meter è in uscita dalla fase di cosiddetto “panic selling” e mostra una divergenza rispetto all’andamento delle quotazioni dell’indice. Secondo l’indicatore del fair value, attualmente l’S&P500 è sottovalutato del 21,65%.

L’analisi del grafico settimanale dell’indice S&P500 evidenzia un’importante area di resistenza dinamica a 4.780/4.800 punti, da dove l’indice è ripartito per l’ultimo rimbalzo. La resistenza è identificata dalla linea di tendenza rialzista che unisce i minimi del 23 marzo 2020 e 10 ottobre 2022. Corrisponde inoltre con i massimi di inizio 2022 in area 4.817 punti. La caduta di questo livello darebbe obiettivi finali a 3.550 punti, con passaggio intermedio a 4.100.
Per allontanare il rischio, l’S&P500 dovrebbe consolidare il rimbalzo in corso questa settimana, cosa difficile vista l’assenza di stabilità nel panorama economico e politico attuale. Solo un ritorno sopra 5.700 punti potrebbe far sperare in un ritorno sui massimi di metà febbraio.
S&P500: le strategie operative con i Certificati Turbo24 di IG
Chi ritiene che l’S&P500 possa proseguire nel rimbalzo che, pur con un’elevata volatilità, ha caratterizzato la settimana che si conclude oggi, potrebbe aprire posizioni long da 5.500 punti con obiettivi a 5.800, posizionando stop loss abbastanza larghi, per esempio a 5.250.
Per questo tipo di operatività può essere utilizzato un Certificato Turbo24 di IG con facoltà long sull’indice S&P500 che abbia il livello di Knock-Out (KO) inferiore alla zona scelta per lo stop loss indicato.
Nel dettaglio, il Certificato Turbo24 Long con ISIN DE000A4JEQP7 propone un livello di KO a 1819,855 punti con leva 2. Per trovare la corretta size di ingresso a mercato, ricordiamo di controllare il moltiplicatore, sotto la voce info. L’ammontare massimo che si potrà perdere non supererà in ogni caso l’investimento iniziale: perché ciò accada le quotazioni dell’S&P500 dovranno raggiungere il livello









