Azioni Intesa: trimestrale da record, Equita alza il target

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Chi segue le azioni Intesa Sanpaolo sui mercati finanziari aveva già imparato a non sottovalutare la capacità del gruppo di stupire il mercato. Il primo trimestre del 2026 ha però alzato ulteriormente l’asticella, consegnando agli investitori una trimestrale praticamente priva di punti deboli. I proventi operativi netti si sono attestati a 7,15 miliardi di euro, superando le stime di mercato di circa 260 milioni: una sovraperformance del 3,8% che, nel mondo delle banche europee, è tutt’altro che banale.

Il vero protagonista del trimestre è stato il trading, ovvero il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value: quasi raddoppiato su base annua a 505 milioni, contro i 313 milioni attesi dagli analisti di Equita SIM. Un contributo straordinario che ha più che compensato la sostanziale stabilità del margine di interesse, rimasto ancorato a 3,6 miliardi di euro in un contesto di tassi in progressiva normalizzazione. Le commissioni nette, a quota 2,5 miliardi (+3,1% annuo), hanno confermato il modello di business diversificato che distingue Intesa dalla concorrenza: commissioni e attività assicurativa pesano per il 42% dei ricavi operativi netti, un dato che in Europa supera solo Ubs (55%) e stacca di 14 punti percentuali la media dei competitor continentali.

Ma la vera sorpresa è arrivata dal fronte dei costi e della qualità del credito. I costi operativi sono rimasti sostanzialmente stabili su base annua, con un margine di efficienza superiore del 3% alle stime degli analisti: un risultato che pochi istituti europei possono vantare. Sul versante del rischio, il costo si è fermato a soli 16 punti base, la metà di quanto previsto dal consensus (28 punti base), senza alcun utilizzo degli overlay prudenziali, rimasti stabili a 900 milioni. Il rapporto NPE (crediti deteriorati), invariato all’1,8%, certifica la solidità di un portafoglio crediti che continua a essere una delle migliori garanzie per chi investe nel titolo.

 

In questo articolo: 

 

  • La voce di Messina: guidance blindata, ma i margini danno già segnali
  • Il giudizio degli analisti e l’analisi tecnica: dove può arrivare il titolo

 

La voce di Messina: guidance blindata, ma i margini danno già segnali

In un’altra stagione dei risultati, un utile netto da 2,76 miliardi – circa il 9% sopra le attese – avrebbe probabilmente spinto il management a rivedere al rialzo la guidance annuale seduta stante. Carlo Messina ha scelto la strada opposta, con una dichiarazione che è già diventata quasi un manifesto dello stile di leadership di Intesa Sanpaolo. “Non siamo soliti modificare le nostre previsioni nel primo trimestre di qualsiasi anno. Cambiare le previsioni a partire dal primo trimestre non è il modo corretto di gestire un’organizzazione.”

La guidance per il 2026 rimane dunque formalmente ancorata a “circa 10 miliardi di euro” di utile netto. Ma tra le righe della call con gli analisti, i segnali di un prossimo aggiornamento al rialzo sono inequivocabili. Il CFO Luca Bocca ha anticipato che il margine d’interesse potrà essere rivisto al rialzo dopo il secondo trimestre, precisando che il dato sarà “migliore in modo significativo” rispetto alle attese iniziali. Un’anticipazione che, per chi opera sui mercati finanziari, vale quanto un upgrade esplicito.

 

Sul fronte patrimoniale, il CET1 si è posizionato al 13,2%, in lieve calo di 20 punti base rispetto al trimestre precedente, per effetti di mercato sulle riserve di valutazione già in gran parte riassorbiti ad aprile (circa 10 punti base). La banca ha confermato che il coefficiente resterà sopra il 13% per l’intero esercizio, con un contributo aggiuntivo di 25-30 punti base atteso dall’utilizzo delle DTA. La solidità patrimoniale, unita a una generosità verso gli azionisti senza precedenti nel settore – 9,4 miliardi di remunerazione complessiva previsti nel 2026, incluso un riacquisto da 2,3 miliardi – confermano le azioni Intesa Sanpaolo come uno degli strumenti d’investimento più interessanti del panorama bancario europeo.

 

Il giudizio degli analisti e l’analisi tecnica: dove può arrivare il titolo

Il mercato ha risposto con entusiasmo quasi unanime. La gran parte delle case d’affari che seguono le azioni Intesa Sanpaolo ha alzato il target price dopo i conti del primo trimestre, confermando o rafforzando i giudizi positivi sul titolo. Equita SIM, alzando il target da 7,27 a 7,40 euro, ha stimato per il 2026 un utile complessivo di 10,3 miliardi, incorporando già la sovraperformance del primo trimestre. Il titolo tratta con un P/E 2027 di 8,7 volte, ancora a sconto rispetto alla media di settore di 9,4 volte, con un ROTE rettificato atteso superiore al 23%. Una valutazione che, per un istituto con questa qualità degli attivi e questa capacità di generare cassa, appare difficile da giustificare nel lungo periodo.

Sul piano dell’analisi tecnica, le azioni Intesa Sanpaolo mostrano una struttura incoraggiante. Dopo la discesa sotto quota 5 euro nella seconda metà di marzo i prezzi hanno ripreso vigore con un gap rialzista formatosi tra il 7 e l’8 aprile, tra 5,466 e 5,692 euro. Con i corsi che si muovono in direzione della media mobile a 100 giorni, si profila un’operazione rialzista con ingresso intorno a 5,70 euro e target in area 6,15 euro (massimi di inizio febbraio 2026). Lo stop loss naturale si colloca sotto il supporto statico dei 5,29 euro, a 5,25 euro. 

Il secondo trimestre sarà il momento della verità: lì, con ogni probabilità, Messina si riserva l’aggiornamento della guidance. Con un margine d’interesse in miglioramento “significativo”, commissioni che ad aprile hanno già mostrato un andamento “molto solido” e un portafoglio di copertura che dispiegherà i suoi effetti per anni, la sensazione condivisa tra chi segue il titolo è che i 10 miliardi di utile per il 2026 rappresentino un pavimento, non un soffitto.

 

 

Immagine di Luca Fiore

Luca Fiore

Giornalista dal 2007, ha scritto per i maggiori siti di informazione finanziaria attivi in Italia e la sua grande passione sono i viaggi. Da fine agosto 2022 fa parte della redazione di Borsa&Finanza.

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