Azioni Iveco: nuovo accordo con Marina Militare, titolo al test dei 6,5 euro?
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Azioni Iveco: nuovo accordo con Marina Militare, titolo al test dei 6,5 euro?

Iveco: nuovo accordo con Marina Militare. Azione al test dei 6,5 euro?

E’ una giornata con buoni volumi e caratterizzati da acquisti quella odierna a Piazza Affari per le azioni Iveco, che beneficia del nuovo accordo arrivato nelle ultime ore con la Marina Militare. Nello specifico Iveco Defense Vehicles,  il segmento riguardante la difesa del gruppo Iveco, ha stipulato nelle ultime ore un contratto per la fornitura di 36 veicoli blindati anfibi in versione “trasporto truppa” alla Marina Militare italiana. Il contratto rientra nell’ambito di un programma di ampliamento e rinnovamento della flotta di veicoli della Difesa, al fine di incrementare la capacità operativa nazionale di proiezione dal mare. Ricordiamo che i Veicoli Blindati Anfibi, realizzati in partnership con Bae Systems, sono veicoli 8×8 capace di operare su tutti i tipi di terreno e sono in grado di essere lanciati e recuperati da una nave anfibia in mare aperto, offrendo al tempo stesso un’eccellente mobilità ed un’elevata protezione balistica, sia anti-mina che anti-Ied.

Segnaliamo infine che l’acquisto di queste ultime ore da parte del governo italiano rientra in un programma a lungo termine che, grazie ad un budget di 326 milioni di euro, prevede per i prossimi anni l’acquisto di 64 veicoli.

 

Azioni Iveco: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce l’analisi tecnica per le prossime giornate. Grazie a sette sedute positive nelle ultime otto, prosegue il recupero del titolo Iveco con le quotazioni che guardano i top degli ultimi 8 mesi situati in area 6,50 euro. Nel breve termine l’eventuale superamento di queste aree resistenziali andrebbe a rafforzare quella struttura grafica ascendente, innescatasi nel mese di settembre dai 4,65-4,7 euro, oltre i quali si dovrebbero avere ulteriori allunghi in direzione dei massimi di marzo 2022 situati in area 7 euro e successivamente in direzione dei 7,5 euro.

Al contrario segnali di debolezza si avrebbero solo con discese sotto i primi supporti posti sulla soglia dei 6 euro, dove peraltro transita la media mobile a 50 giorni. Un eventuale conferma sotto tali livelli, aprirebbe le porte ad una fase correttiva che proietterebbe i corsi in direzione dei 5,50 euro. Fondamentale, nel caso si realizzasse questa view, sarebbe la tenuta di quest’ultimi livelli per evitare un deciso indebolimento del titolo, che a quel punto vedrebbe aumentare le possibilità di un ritorno verso i minimi del 2022 posti sui 4,65-4,70 euro.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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