Iveco: sconto e appeal speculativo mettono fine alle vendite?
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Iveco: sconto e appeal speculativo mettono fine alle vendite?

Iveco: sconto e appeal speculativo mettono fine alle vendite?

Con una Piazza Affari che inaugura la settimana all’insegna della volatilità, si mette in luce il titolo Iveco che sembra voler arrestare quel trend ribassista innescatosi fin dal primo giorno della sua quotazione.

Arrivato a Milano con lo spin-off di CNH, il titolo Iveco sta pagando, forse in maniera esagerata, sia i problemi legati alle catene di fornitura nel settore automotive, con conflitto militare in Ucraina che ha acuito questa situazione, che il rallentamento dell’economia globale.

Secondo però alcune banche d’investimento il mercato sta tralasciando non solo lo sconto che tratta il suo business industriale rispetto ai suoi competitors, ma soprattutto il potenziale upside che potrebbe arrivare con il recente memorandum of understanding con Hyundai su acquisti, forniture reciproche e tecnologie.

Inoltre la discesa delle quotazioni (meno 50% in pochi mesi) potrebbe far tornare quell’appeal speculativo che solo nel 2021 aveva spinto sia società cinesi e americane che fondi di private equity ad interessarsi ad Iveco.

 

Azioni Iveco: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora ad analizzare il grafico del titolo per capire le attese nel breve e medio periodo. Come avevamo accennato all’inizio di questo articolo, il trend sul titolo Iveco è chiaramente impostato al ribasso ed il movimento odierno non possiamo che catalogarlo come non normale rimbalzo tecnico. Questo potrebbe proseguire in prima battuta verso la soglia dei 6 euro e a seguire 6,55-6,60 euro euro ma sarà solo con il superamento dei 7 euro, top del mese di marzo, che il titolo invierebbe un segnale di forza; infatti solo sopra questi livelli che si avrebbero target ambiziosi che potrebbero anche spingersi fin verso la soglia degli 8 euro.

Al contrario il mancato superamento dei 6 euro potrebbe essere sfruttato per aprire posizioni ribassiste, che avrebbero un primo obiettivo il ritorno sui minimi posti nei pressi dei 5,35 euro. Nel caso in cui questi livelli dovessero essere rotti al ribasso, si avrebbe un ulteriore indebolimento della struttura grafica che aprirebbe la strada a nuovi minimi di periodo.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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