Azioni Kering: Gucci delude ma utili 2022 volano, titolo verso top di periodo?
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Azioni Kering: Gucci delude ma utili 2022 volano, titolo verso top di periodo?

Azioni Kering: Gucci delude ma utili 2022 volano, titolo verso top di periodo?

Con volumi superiori alla media giornaliera mensile, alla Borsa di Parigi è una seduta all’insegna del rally per le azioni Kering in scia agli ottimi dati riguardanti il 2022 e presentati poco prima dell’apertura delle contrattazioni. In un contesto macroeconomico ancora difficile, il colosso del lusso, proprietario tra l’altro dei marchi Gucci e Yves Saint Laurent, chiude l’anno passato con un utile che passa dai 3,1 miliardi di euro del 2021 agli attuali 3,6 miliardi di euro e vendite che si portano oltre i 20 miliardi. Con un utile operativo che si porta dai 3,715 miliardi di euro del 2021 agli attuali 5,6 miliardi di euro, la società ha proposto un dividendo di 14 euro in aumento rispetto ai 12 euro dell’anno precedente.

In un contesto generale che vede quasi tutti i marchi registrare vendite record, stona ancora una volta la debolezza di Gucci che nel periodo ottobre-dicembre 2022 ha visto vendite in calo dell’11% e ricavi in discesa del 14%, rispetto ad attese viste a -11%. Quest’ultimi numeri hanno impattato sulle vendite totali di Kering, che nel quarto trimestre sono scese del 2%, nonostante un fatturato a 20,4 miliardi di euro risultato in aumento del 15% se confrontato all’anno precedente. Per quanto riguarda i vari marchi il fatturato di Gucci nel 2022 si è attestato a 10,48 miliardi di euro, in rialzo dell’8% rispetto al 2021. Ottimi numeri giungono da YSL che vede il fatturato crescere del 31% a 3,3 miliardi di euro, Bottega Veneta le cui vendite aumentano del 16% a 1,74 miliardi di ero e Balenciaga del 16% a 3,87 miliardi di euro.

 

Azioni Kering: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere la risposta dell’azione sul mercato francese. Dopo un’apertura in gap ribassista in area 537 euro, tornano gli acquisti sulle azioni Kering con i prezzi che si portano oltre i 585 dollari. Un’eventuale chiusura sopra questi livelli oltre a disegnare un’engulfing bullish, classico pattern a candele di inversione rialzista, aprirebbe le porte per un test dei corsi sui massimi del 3 febbraio 2022 posti nelle vicinanze dei 600 euro. Dal punto di vista operativo l’eventuale superamento di queste aree resistenziali, farebbe proseguire quella gamba rialzista partita a fine dicembre 2022 dai 465 euro in direzione dei prossimi obiettivi situati sui 610 euro e successivamente verso i 640 euro.

Al contrario un ritorno delle quotazioni sotto i 555 euro rimetterebbe in moto quel pullback ribassista innescatosi nelle ultime ottave, con un primi target situati sui 528-530 euro. Nel caso si realizzasse questa view, fondamentale diventerebbe la loro tenuta per evitare una continuazione delle vendite in direzione dei 515 euro e a seguire verso la soglia dei 500 dollari. Quest’ultimo sostegno diventerebbe l’ultimo baluardo per evitare al titolo un ritorno sui minimi di dicembre 2022 posizionati in area 464 euro.

 

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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