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Azioni Mfe: cosa fare alla luce dei risultati trimestrali

Una delle sedi di Mediaset

Nel primo trimestre di quest’anno Mfe-Mediaset ha segnato un forte incremento dei ricavi netti consolidati, che si sono attestati a 699,8 milioni rispetto ai 646,6 milioni del primo trimestre 2023, in aumento dell’8,2%. Il risultato netto consolidato ha registrato un balzo del 66,5% a 16,8 milioni di euro  dai 10,1 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.

L’indebitamento finanziario consolidato alla fine di marzo è sceso a 676 milioni, marcando una significativa diminuzione rispetto ai 902 milioni di fine 2023. La Borsa ha accolto favorevolmente i risultati, con tutti gli indicatori che hanno superato le previsioni degli analisti.

La raccolta pubblicitaria in Italia sui mezzi gestiti dal gruppo ha raggiunto i 489,2 milioni di euro. Il gruppo ha confermato la prospettiva di mantenere un risultato operativo, un risultato netto e una generazione di cassa (free cash flow) decisamente positivi su base annua. Tali obiettivi saranno però influenzati dal livello di raccolta pubblicitaria sui mezzi propri gestiti nel secondo semestre dell’anno.

I costi operativi sono aumentati a 676,3 milioni nel primo trimestre dell’anno, rispetto ai 627,3 milioni del primo trimestre 2023. Tuttavia il gruppo ha sottolineato che, escludendo il consolidamento di Mediamond e al netto degli effetti di phasing, i costi si sono mantenuti pressoché stabili con una crescita inferiore all’inflazione.

Infine, il risultato operativo si è attestato a 23,5 milioni, con un aumento del 21,8% rispetto ai 19,3 milioni di euro dello stesso periodo del 2023. Il free cash flow ha evidenziato una forte crescita del 34% arrivando a 213 milioni, rispetto ai 158 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. In seguito a questi risultati ottimisti, Mfe-Mediaset ha confermato tutte le previsioni sugli obiettivi di fine anno precedentemente fornite.

 

Azioni Mfe A: quotazioni su nuovi massimi di periodo, possibile storno

Le azioni Mfe A, quotate a 07Piazza Affari, sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance poco mossa registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura al di sopra della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 3,290, per poi andare a chiudere sul finale vicino ai livelli di chiusura della vigilia.

Dopo la fase di congestione concretizzatasi nel mese di febbraio, l’azione ha cominciato a muoversi al rialzo con un andamento piuttosto lineare e perdurante, sempre posizionata al di sopra di una ben delineata trendline ascendente. Nel frattempo non sono mancati alcuni periodi di fisiologico ritracciamento che hanno permesso di convalidare la bontà del trend, nonché permettere agli operatori di entrare sul mercato talvolta a prezzi più favorevoli.

La struttura grafica del titolo è positiva, per cui finché the trend is your friend non c’è motivo per assumere posizioni ribassiste. È anche vero che comperare sui picchi diventa molto difficile dal punto di vista psicologico. Per questo motivo è meglio attendere un ritracciamento che possa agevolare l’acquisto a prezzi migliori, anche in considerazione del fatto che l’oscillatore RSI è posizionato nella sua area di ipercomprato vicino al livello 75.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 3,360 con target nell’intorno dei 3,460 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 3,290 con obiettivo molto vicino al livello 3,190. L’impostazione algoritmica, infatti, vede le quotazioni stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a metà marzo. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal.


L’andamento di breve termine del titolo MFE A

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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