Microsoft prova a rendersi autonoma da OpenAI. Il colosso di Redmond ha recentemente presentato due modelli di intelligenza artificiale “fatti in casa”: si tratta di MAI-Voice-1 AI e MAI-1-preview. Il primo è in grado di generare un minuto di audio in meno di un secondo e verrà inserito nell’assistente Copilot, l’altro è pensato per fornire risposte utili a domande poste quotidianamente.
I modelli sono i primi della società di software formati internamente all’interno dell’azienda, ha affermato il responsabile di Microsoft AI, Mustafa Suleyman. L’azienda lo sta testando su un sito pubblico e sta accettando richieste di accesso anticipato da parte degli sviluppatori. “Abbiamo grandi ambizioni ed è chiaro il percorso che ci attende. Non solo punteremo a ulteriori progressi, ma crediamo che sviluppare una gamma di modelli specializzati pensati per diversi intenti e casi d’uso, possa sbloccare un valore immenso”, afferma Microsoft in un post ufficiale.
Finora gran parte del successo di Microsoft nel settore dell’intelligenza artificiale è stato legato a doppio filo all’uso dei modelli di OpenAI, in particolare all’integrazione di ChatGpt all’interno dei suoi servizi, con un investimento di 19 miliardi di dollari. Secondo il Wall Street Journal, OpenAI sta valutando soluzioni drastiche per svincolarsi definitivamente da Redmond. Tra le ipotesi considerate ci sarebbe addirittura di chiedere l’intervento delle autorità federali statunitensi per verificare che i termini dell’accordo con Microsoft rispettino le regole sulla concorrenza.
Azioni Microsoft, le quotazioni in ribasso puntano verso il supporto sul livello 492,37
Quotate sul mercato tecnologico statunitense Nasdaq, le azioni Microsoft sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri (-1,23%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 508,60, per poi andare a chiudere poco distante sul finale a quota 509,04.
In seguito al minimo relativo toccato lo scorso 7 aprile sul livello 344,79, i titoli Microsoft hanno drasticamente invertito la propria tendenza con un prolungato movimento rialzista, sempre posizionato al di sopra di una precisa trendline ascendente e senza mai effettuare ritracciamenti periodici degni di nota, fino ad arrestare la corsa in prossimità della resistenza presente a quota 555,45 (massimo storico del 31 luglio).
Da quel momento i corsi sono entrati in una fase di storno che ha buone probabilità di subire presto una ulteriore accelerazione negativa, almeno fino al raggiungimento del primo supporto individuabile a quota 492,37 (minimo del 5 settembre). Solo a quel punto sarà conveniente entrare nuovamente sul mercato essendo Microsoft ritornata ad essere una buona occasione di acquisto.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 517,23 con target nell’intorno dei 540 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 508,60 con obiettivo molto vicino al livello 492,37. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti da metà agosto. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 55.

L’andamento di breve termine delle azioni MICROSOFT









