Microsoft è la prima azienda americana ad aver ricevuto dal governo degli Stati Uniti l’autorizzazione a vendere i microchip di Nvidia negli Emirati Arabi Uniti. La concessione della licenza arriva sei mesi dopo l’accordo raggiunto lo scorso maggio tra il presidente Donald Trump e l’omologo emiratino, Mohammed bin Zayed al Nahyan, sulla costruzione di una grande infrastruttura di calcolo per l’intelligenza artificiale ad Abu Dhabi.
Rispetto alla precedente amministrazione di Joe Biden, che temeva di consegnare alle autocrazie mediorientali, spesso legate alla Cina, un vantaggio nello sviluppo tecnologico, Trump è invece favorevole alla vendita di microchip avanzati ai Paesi del Golfo in un’ottica di espansione dell’influenza degli Stati Uniti sulla regione a danno della penetrazione cinese.
Microsoft quindi prevede ora di aumentare i propri investimenti negli Emirati Arabi Uniti, portandoli dai 7,3 miliardi di dollari degli ultimi tre anni a oltre 7,9 miliardi di dollari nel periodo 2026-2029. Di questi, 5,5 miliardi saranno destinati alla spesa in conto capitale per l’intelligenza artificiale e le infrastrutture di cloud computing.
Azioni Microsoft: le quotazioni si appoggiano sul supporto a 493 dollari
Quotate sul mercato tecnologico statunitense Nasdaq, le azioni Microsoft sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di ieri (+1,85%). Dopo un’apertura molto al di sopra della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 506,85, per poi andare a chiudere poco distante sul finale a quota 506 dollari.
In seguito al massimo storico toccato lo scorso 31 luglio sul livello 555,45, i titoli Microsoft hanno radicalmente modificato la propria direzionalità con un violento movimento ribassista che si è arrestato solo in prossimità del supporto presente a quota 492,37 (5 settembre). Da quel momento i corsi hanno reagito con un perdurante andamento rialzista, pur condito da fisiologici ritracciamenti periodici, senza però riuscire a superare la soglia dei 553,72, massimo relativo del 28 ottobre.
Successivamente si è assistito nuovamente ad un repentino crollo delle quotazioni fino a raggiungere un minino di periodo sul livello 493,25 (7 novembre). Trattandosi di una evidente configurazione di doppio minimo daily (figura di inversione di tendenza), e considerata la buona reazione positiva di ieri, per l’immediato futuro è lecito attendersi un pronto rimbalzo con l’obiettivo di raggiungere presto la prima resistenza individuabile a quota 517,62, dove transita anche la media mobile a 25 periodi.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 506,49 con target nell’intorno dei 517,62 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 498,80 con obiettivo molto vicino al livello 488,12. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto sia dell’indicatore Supertrend che dell’indicatore Parabolic Sar, diventati negativi a fine ottobre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 40.

L’andamento di breve termine delle azioni MICROSOFT









