Nestlé ha recentemente previsto di tagliare 16.000 posti di lavoro nei prossimi due anni a livello globale. Lo ha reso noto l’amministratore delegato Philipp Navratil, nominato a settembre dopo il licenziamento di Laurent Freixe.
Nei primi nove mesi il fatturato del gruppo svizzero è calato dell’1,9% a 65,9 miliardi di franchi svizzeri. La crescita organica delle vendite è stata del 3,3%, con un andamento positivo in tutte le aree geografiche. La crescita interna reale si è rafforzata allo 0,6%, mentre i prezzi sono rimasti stabili al 2,8%. Le fluttuazioni dei cambi hanno avuto un impatto negativo del 5,4% e le acquisizioni nette un impatto positivo dello 0,1%.
Il taglio dell’organico riguarderà circa 12.000 impiegati in diverse funzioni, con un risparmio annuo di 1 miliardo di franchi svizzeri entro la fine del 2027, con i relativi costi di ristrutturazione una tantum che dovrebbero essere pari al doppio del risparmio annuo.
Ci sarà un’ulteriore riduzione di circa 4.000 dipendenti nell’ambito della produzione e nella catena di fornitura. “Il mondo sta cambiando e Nestlé deve cambiare più rapidamente. Ciò comporterà decisioni difficili ma necessarie per ridurre il personale nei prossimi due anni”, ha dichiarato l’a.d.
Azioni Nestlè: quotazioni in ribasso verso la ricopertura del gap up in area 76
Quotate sul mercato svizzero Six, le azioni Nestlè sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri (-0,63%). Dopo un’apertura inaspettatamente al di sopra della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 78,98, per poi andare a chiudere sul finale non distante a quota 79,30.
In seguito al massimo relativo toccato lo scorso 27 maggio sul livello 89,43, i titoli Nestlè hanno radicalmente modificato la propria direzionalità con un violento e perdurante movimento ribassista, senza mai effettuare fisiologici recuperi degni di nota, fino ad arrestare la caduta in prossimità del supporto presente a quota 69,90 (4 agosto).
Da quel momento i corsi hanno reagito con un pronto rimbalzo che però non è riuscito a superare la soglia dei 76,42 euro (4 settembre), per poi ricominciare a scendere fino ad appoggiarsi al supporto posto sul livello 70,88 che, unitamente al già citato precedente minimo, ha permesso al mercato di creare una evidente configurazione di doppio minimo daily.
Trattandosi quest’ultimo di un chiaro segnale di inversione di tendenza, le quotazioni hanno subito ripreso a salire anche grazie al visto gap up rimasto aperto dallo scorso 16 ottobre a quota 76,20 spingendosi a realizzare un massimo di periodo a quota 85,06 (20 ottobre).
Attualmente le quotazioni sono ancora una volta in fase di storno, che probabilmente subirà una ulteriore accelerazione ribassista nelle prossime giornate con lo scopo di ricoprire il già descritto gap up (area 76 euro). Solo a quel punto sarà conveniente entrare nuovamente a mercato essendo Nestlè ritornata ad essere una buona occasione di acquisto.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 80,48 con target nell’intorno dei 83,83 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte già alla violazione di quota 78,98 con obiettivo molto vicino al livello 76,20. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a fine settembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 57.

L’andamento di breve termine delle azioni NESTLE’









