Il fisco francese rischia di diventare una serie horror per Netflix. Nell’ambito di un’inchiesta preliminare aperta per sospetta frode fiscale e lavoro sommerso nel 2022 dalla Procura nazionale finanziaria, la scorsa settimana sono scattate delle perquisizioni negli uffici di Parigi e di Amsterdam, dove ci sono le sedi delle attività in Francia e in Europa, Africa e Medio Oriente della piattaforma di streaming a pagamento. Gli inquirenti cercano di capire se, tra il 2019 e il 2021, Netflix abbia sgonfiato i suoi ricavi francesi trasferendoli nei Paesi Bassi, dove la fiscalità è più clemente.
Secondo il quotidiano di inchiesta La Lettre A, che ha svelato l’apertura del fascicolo nel 2023, durante il periodo preso in esame dalle indagini l’azienda avrebbe versato in Francia 918mila euro di tasse sugli utili. Una cifra irrisoria per un colosso del settore che all’epoca vantava 7 milioni di abbonati solo nel mercato transalpino, dove è presente ormai da dieci anni, mentre oggi ne conta 282 milioni in tutto il mondo con ricavi per quasi 10 miliardi di dollari al terzo trimestre del 2024.
Tutto questo poteva accadere perché i clienti francesi sottoscrivevano contratti con la filiale olandese Netflix International Bv. A insospettire la giustizia francese sono stati soprattutto i ricavi della società, lievitati nel giro di un anno passando da 47,1 milioni di euro nel 2020 a 1,2 miliardi l’anno nel 2021 e a 1,3 miliardi nel 2022, quando è stata raggiunta la soglia dei 10 milioni di abbonati.
Nel 2021 il margine operativo registrato in Francia era inferiore al 2% mentre quello negli Stati Uniti arrivava al 20%. Sempre secondo La Lettre A, Netflix nel 2022 ha pagato solamente 6,5 milioni di euro di tasse sugli utili, che sarebbero stati 65 milioni se i conti fossero risultati essere uguali a quelli della casa madre.
Azioni Netflix: quotazioni al massimo storico
Quotate sul mercato tecnologico statunitense Nasdaq, le azioni Netflix sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 804,10.
Dopo il minimo relativo toccato lo scorso 5 agosto sul livello 586,30, l’azione ha drasticamente invertito la propria rotta con un perdurante movimento rialzista, pur condito da fisiologici ritracciamenti, ma sempre posizionato al di sopra di una ben delineata trendline ascendente, fino a realizzare proprio ieri un massimo storico oltre quota 800 dollari.
Quest’ultima soglia psicologica, però, potrebbe arrestare momentaneamente la salita dato che il titolo sta correndo troppo e da troppo tempo, e anche in considerazione del fatto che l’indice di riferimento appare decisamente sopravvalutato e ieri ha mostrato i primi segni di debolezza nell’intraday.
Per l’immediato futuro, quindi, è lecito attendersi uno storno che permetta a Netfilx di raggiungere il supporto presente nell’intorno del livello 760, dove transita la già citata linea di tendenza rialzista che ha accompagnato la corsa delle quotazioni negli ultimi mesi. In questo caso non verrebbe minimamente intaccata la positività della struttura grafica, ma permetterebbe agli operatori di entrare sul mercato a prezzi più convenienti.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è al momento da sconsigliare, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte già a violazione di quota 792,65 con obiettivo molto vicino al livello 770,50. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a metà ottobre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “ipercomprato” vicino al livello 72.

L’andamento di breve termine del titolo NETFLIX









