Nike, colosso americano dell’abbigliamento sportivo, ha concluso il primo trimestre dell’anno fiscale 2026 (terminato il recente 31 agosto) con ricavi pari a 11,7 miliardi di dollari, in aumento dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. Il margine lordo è diminuito di 320 punti base, attestandosi al 42,2%, principalmente a causa del prezzo medio di vendita più basso, che riflette maggiori sconti e un mix di canali più ampio, nonché dei dazi doganali più elevati in Nord America. L’utile netto si è attestato a 700 milioni di dollari, in calo del 31%, e l’utile per azione è stato di 0,49 dollari, in calo del 30%.
“In questo trimestre, Nike ha guidato i progressi attraverso le nostre azioni Win Now nelle aree prioritarie di Nord America, Wholesale e Running”, ha dichiarato il ceo Elliott Hill. “Sebbene stiamo ottenendo successi, abbiamo ancora molto lavoro da fare per portare tutti gli sport, le aree geografiche e i canali su un percorso simile, gestendo un ambiente operativo dinamico“.
Azioni Nike, le quotazioni puntano verso la ricopertura del gap up sul livello 62,73
Quotate sul mercato statunitense Nyse, le azioni Nike sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di ieri (+0,39%). Dopo un’apertura molto al di sotto della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 68, per poi andare a chiudere sul finale poco distante a quota 67,64.
In seguito al minimo relativo battuto lo scorso 10 aprile sul livello 52,28, i tioli Nike hanno profondamente invertito la propria direzionalità con un prolungato movimento rialzista, quasi sempre posizionato al di sopra di una ben delineata trendline ascendente, pur effettuando fisiologici storni periodici, fino ad arrestare la corsa in prossimità della resistenza presente a quota 80,17 (25 agosto).
Da quel momento i corsi stanno subendo una brusca inversione di tendenza che molto probabilmente subirà una ulteriore accelerazione ribassista nelle prossime giornate, almeno fino alla ricopertura del gap up rimasto aperto dallo scorso 27 giugno sul livello 62,73. Solo a quel punto sarà conveniente entrare nuovamente a mercato essendo Nike ritornata ad essere una buona occasione di acquisto.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 68 con target nell’intorno dei 71,66 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte già alla violazione di quota 66,06 con obiettivo molto vicino al livello 62,73. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati negativi da inizio settembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 37.

L’andamento di breve termine delle azioni NIKE









