Le azioni Nvidia non sono scampate alle vendite sui mercati azionari di inizio agosto. Anzi, per la precisione le hanno precedute. Il titolo dell’azienda leader nella progettazione di chip di intelligenza artificiale ha iniziato a perdere terreno dallo scorso 20 giugno, dopo aver toccato una quotazione massima a 140,76 dollari. Da quel giorno le azioni Nvidia hanno perso il 23% sul Nasdaq mentre nell’ultimo mese il bilancio è negativo di quasi il 15%.
C’è chi potrebbe pensare che la corsa delle big tech USA stia arrivando alla fine, come gli analisti della società di investimento Elliot Management. Per loro le grandi società tecnologiche si trovano in uno scenario di bolla, come hanno dichiarato in una lettera scritta ai loro clienti. O come Warren Buffett, che di recente ha dimezzato la sua quota in un’altra grande società tecnologica: Apple.
L’alternativa al teorema della bolla è quello della correzione giustificata da valori che avevano raggiunto livelli non sostenibili, come affermato per esempio da Sean Peche, portfolio manager di Ranmore FM che ha affermato: “Nvidia è una società fantastica ma che costa troppo”.
Perché Elliot pensa che le azioni Nvidia siano in bolla
Gli analisti di Elliot, nella lettera ai clienti di cui ha dato notizia il Financial Times, ritengono che ci siano due ragioni che farebbero pensare a una bolla:
- Non è detto che le grandi società tecnologiche continuino ad acquistare i chip progettati da Nvidia in grandi volumi;
- Il boom dell’intelligenza artificiale è stato molto pubblicizzato ma sono molto poche le applicazioni pronte per il grande pubblico. Inoltre, riporta il FT, Elliot ritiene che alcuni degli utilizzi dell’IA non saranno mai economicamente convenienti, non funzioneranno mai correttamente, consumano troppa energia o si dimostreranno inaffidabili.
In altri termini, gli analisti del fondo di investimento stanno preannunciando l’ingresso della tecnologia (IA) e della società tecnologica in una fase di crescita di minore intensità. Al momento, tuttavia, più che con problemi di domanda Nvidia deve fare i conti con delle difficoltà sul lato dell’offerta. Il sito specializzato The Information ha rilasciato alcune indiscrezioni secondo le quali il nuovo chip avanzato della serie Blackwell (B200) subisce dei ritardi di produzione per alcuni difetti di progettazione. Le prime consegne ai clienti, tra i quali Meta e Microsoft, potrebbero slittare al 2025 mentre in precedenza erano previste per la fine del 2024.
La notizia non ha suscitato preoccupazione negli analisti di Citi che hanno confermato il rating buy sulle azioni con un obiettivo di prezzo a 150 dollari. Per loro, il ritardo stimato in un trimestre delle consegne dei nuovi chip verrà compensato, almeno parzialmente, da un aumento della domanda per gli altri prodotti della casa (H100 e H200).
Nvidia è sopravvalutata?
La piattaforma Forecaster permette di valutare la quotazione delle azioni Nvidia rispetto al fair value calcolato con i più utilizzati indicatori finanziari. La discesa registrata dal titolo nelle ultime tre settimane ha eliminato gran parte della sopravvalutazione riportandolo in una situazione di equilibrio.
Utilizzando una media degli indicatori del Discounted Cash Flow e del metodo Peter Lynch, le azioni Nvidia risultano sopravvalutate di appena lo 0,5% rispetto al valore di mercato. Sempre la piattaforma Forecaster permette di vedere come si sono mossi i manager della società sul mercato. In un precedente articolo pubblicato da Borsa&Finanza il 18 luglio scorso, si era data notizia delle vendite di azioni effettuate dall’amministratore delegato il 15 e 16 luglio per 126 milioni di dollari di controvalore. Le vendite da parte di Huang Jen Hsun sono iniziate molto prima, il 20 giugno, e sono proseguite anche dopo il 18 luglio. Per esempio, il 26 e 27 luglio sono state vendute altre azioni per un controvalore di 27 milioni di dollari.










