Nvidia prevede ricavi fino a 1.000 miliardi di dollari al 2027. Lo ha annunciato recentemente Jensen Huang, amministratore delegato della società, che stima una crescita del fatturato con l’adozione di nuovi strumenti di intelligenza artificiale e attraverso la vendita di chip. “Sono certo che la domanda aumenterà”, ha detto Huang parlando durante la conferenza per gli sviluppatori. Nella sua precedente previsione, l’a.d. aveva indicato 500 milioni di dollari entro il 2026 come obiettivo di ricavi legati all’Ai, precisando che si trattava soprattutto di ordini per semiconduttori Blackwell e Rubin, prodotti di ultima generazione della società.
Da un lato l’obiettivo di Nvidia è crescere nel mercato dei chip, mentre dall’altro è quello di potenziare la sua posizione nel calcolo dell’inferenza, cioè migliorare la propria capacità di rispondere alle query degli utenti, un segmento in cui il gruppo detiene già il primato. Secondo quanto spiegato dall’azienda, i processori Rubin si occuperanno di gestire una prima fase detta “prefill” (pre-riempimento) che converte le richieste dell’utente da linguaggio umano a token per l’Ai. Invece i nuovi chip realizzati con Groq gestiranno la parte di decodifica, che include la risposta all’utente.
Azioni Nvidia, le quotazioni si stanno muovendo all’interno di un ampio trading range
Quotate sul mercato tecnologico statunitense Nasdaq, le azioni Nvidia sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di ieri (-0,25%). Dopo un’apertura al di sotto della chiusura precedente, però, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 176,22, per poi andare a chiudere poco distante sul finale a quota 175,20.
In seguito al massimo storico battuto lo scorso 29 ottobre sul livello 212,19, i titoli Nvidia hanno drasticamente invertito la propria rotta con un violento movimento ribassista che ha arrestato la caduta solo in prossimità del supporto presente a quota 169,55 (25 novembre).
Da quel momento, previo iniziale e parziale recupero, i corsi si sono inseriti all’interno di un ampio trading range compreso tra i livelli 172 e 196 dollari, dove non sono comunque mancate numerose occasioni di trading adottando la strategia del “comperare sui supporti e vendere sulle resistenze”.
Ora, poiché i prezzi si trovano vicini alla soglia inferiore della congestione, e ipotizzando che tale andamento ciclico possa ripetersi anche nelle prossime settimane, per l’immediato futuro è lecito attendersi un rimbalzo, almeno di corto respiro, con lo scopo di raggiungere presto la prima resistenza individuabile in area 184, dove transita anche la media mobile daily a 25 periodi.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 176,22 con target nell’intorno dei 184 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 173,98 con obiettivo molto vicino al livello 169,55. L’impostazione algoritmica, comunque, vede le quotazioni stazionare ancora al di sotto sia dell’indicatore Supertrend che dell’indicatore Parabolic Sar, diventati negativi a inizio marzo. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 42.

L’andamento di breve termine delle azioni NVIDIA









