Il settore farmaceutico sta beneficiando della rotazione settoriale in corso dai titoli del settore tech. Al suo interno, tuttavia, bisogna distinguere tra i modelli di business delle singole società. L’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti).
Da qualche mese sui mercati si respira un’aria di rotazione settoriale. Dai top del 29 ottobre scorso il Nasdaq-100 ha perso circa il 6% del suo valore, nello stesso periodo l’Msci World Healthcare ha guadagnato quasi il 10%. A favorire la rotazione settoriale diverse variabili, legate in modo diretto e indiretto all’intelligenza artificiale. Le valutazioni raggiunte da molte aziende tech e gli ingenti investimenti annunciati dai top player dell’AI ricadono in questa seconda categoria.
Guardando al p/e ratio (forward) del settore farmaceutico, questo passa di mano a 16,5X rispetto al 21,8X medio dell’S&P 500. Anche il dividend yield gioca a favore del comparto pharma, con un rendimento medio di circa il 3%, oltre il doppio dell’1,3% medio dell’S&P 500. Ovviamente anche all’interno del settore vi sono società con multipli più elevati e altre che invece continuano a scambiare a valori tipici delle utility. Eli Lilly con il suo 55X di p/e e un rendimento da dividendo dello 0,5% è l’emblema di un titolo prezzato per le prospettive di crescita dei farmaci contro l’obesità. Pfizer invece è il caso opposto: un p/e di 8X e un dividend yield superiore al 6%.
Vi sono poi gli effetti diretti dell’intelligenza artificiale, forse i più significativi e importanti nel lungo periodo. L’integrazione dell’AI nei processi di R&S sta trasformando radicalmente la struttura dei costi dell’industria farmaceutica, con risparmi nelle fasi precliniche stimati in 26 miliardi di dollari annui. A cui aggiungere altri 13-25 miliardi di dollari grazie all’ottimizzazione dei trial, con la sperimentazione clinica che con i circa 1,4 miliardi per farmaco assorbe quasi l’80% del budget R&S. Il mercato sembra puntare su questo, soprattutto visto che entro il 2030 l’adozione diffusa di AI generativa potrebbe portare a una riduzione totale dei costi per ogni farmaco approvato tra il 40% e il 60%









