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Azioni Philips: sell-off ad Amsterdam, i motivi e le prospettive

Philips: sell-off sul titolo ad Amsterdan. I motivi e le attese sull'azione

Sui mercati del Vecchio continente è una giornata all’insegna del sell-off per le azioni Philips che alla Borsa di Amsterdam segnano un calo vicino all’8% dopo il giro di boa di metà seduta. Quali i motivi che hanno scatenato il crollo? Tutto inizia oltreoceano dove la Food and Drug Administration statunitense ha ordinato di eseguire  ulteriori test sui rischi per la salute derivante dalle apparecchiature respiratorie prodotte dalla multinazionale olandese. La FDA ha classificato il problema riscontrato nella Classe 1, ovvero il tipo più serio.

La richiesta arriva dopo che Philips ha dichiarato che è “improbabile che l’esposizione alle particelle di schiuma e a certi composti organici volatili provenienti dai suoi dispositivi respiratori, provochi un danno apprezzabile alla salute dei pazienti”. L’accusa della FDA è un nuovo colpo duro per Philips che già nel giugno di due anni fa aveva dovuto richiamare milioni di dispositivi respiratori e ventilatori utilizzati per l’apnea notturna a causa del rischio di degradazione e tossicità di un componente, sempre in schiuma, sospettato di avere effetti cancerogeni. In scia alle notizie arrivate in queste ultime ore alcune banche d’affari hanno messo sotto osservazione il rating del titolo, in quanto l’insoddisfazione da parte dell’Autorità statunitense potrebbe portare al divieto delle vendite di Respironics, questo il nome del prodotto, oltreoceano.

 

Azioni Philips: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Philips alla Borsa di Amsterdam. Con volumi in deciso aumento rispetto alla media giornaliera mensile è una giornata all’insegna delle vendite, con i prezzi che dopo essere scesi sotto i 17 euro, passano di mano nei pressi dei 17,30 euro. Dal punto di vista operativo la perdita dei 17,8 euro, dove transita la media mobile di 200 giorni, ha indebolito la struttura grafica dell’azione le cui attese sono ora per una prosecuzione del movimento ribassista prima verso i 16,25 euro e successivamente i 15,60 euro. Nel caso in cui anche tali sostegni dovessero essere violati al ribasso, si avrebbe una prosecuzione delle vendite in direzione dei minimi dello scorso mese di marzo situati sui 14,70-14,65 euro.

Al contrario il ritorno dell’azione oltre i 18,80 euro, dove troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend,  aprirebbe le porte a un recupero delle quotazioni con primo obiettivo i 19,5 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni, e successivamente i 20 euro. Nel caso in cui queste aree resistenziali dovessero essere lasciate alle spalle aumenterebbero le chance di un test sui massimi dell’anno in corso in area 20,85-20,90 euro. Oltre questi livelli si avrebbe una ripresa del trend ascendente innescatosi dai minimi di 12 mesi fa, in direzione dei top di luglio 2022 situati sui 21,60 euro.

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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