Gli analisti di Grizzly Research (ufficio studi fondato dal gestore Siegfried Eggert) puntano il dito contro Pirelli, emettendo un giudizio “sell”, a causa della sua persistente presenza in Russia che potrebbe minacciare l’intera sicurezza occidentale.
Mentre a seguito all’invasione russa dell’Ucraina, Nokian, Michelin, Continental, Goodyear e Bridgestone hanno abbandonato le loro attività in Russia, dovendo accettare ingenti svalutazioni, Pirelli, al contrario, manterrebbe ancora il 10% degli utili netti provenienti dall’ex impero sovietico, rispetto al 6% del fatturato dichiarato derivante dalla macro-regione Russia, Medio Oriente, Africa e India, fornendo “un’impressione apparentemente fuorviante sulla reale situazione economica”.
Sempre secondo Grizzly Research, è “improbabile che Pirelli riesca a risolvere facilmente la propria esposizione alla Russia”. La vendita delle sue attività richiederebbe un processo di approvazione politica da parte dello Stato e l’azienda probabilmente recupererebbe solo una frazione dei circa 470 milioni di euro investiti nel Paese.
Azioni Pirelli, le quotazioni in rialzo puntano verso la resistenza sul livello 6,380
Quotate a Piazza Affari, le azioni Pirelli sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di ieri (+0,98%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 6,205, per poi andare a chiudere sul finale non distante a quota 6,165.
Successivamente al massimo relativo battuto lo scorso 26 febbraio sul livello 6,604, i titoli Pirelli&C. hanno radicalmente modificato la propria direzionalità con un violento movimento ribassista, sempre posizionato al di sotto di una precisa trendline discendente e senza mai effettuare recuperi degni di nota, fino ad arrestare la caduta in prossimità del supporto presente a quota 5,448 (23 marzo).
Da quel momento i corsi si sono inseriti all’interno di un ampio trading range compreso tra i livelli 5,730 e 6,380, dove non sono comunque mancate numerose occasioni di trading adottando la strategia del “comperare sui supporti e vendere sulle resistenze”. Ora, poiché le quotazioni stanno rimbalzando dalla soglia inferiore della congestione, per l’immediato futuro è lecito attendersi la prosecuzione del trend positivo in corso con lo scopo di raggiungere presto la già citata resistenza in area 6,380.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 6,205 con target nell’intorno dei 6,380 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 6,070 con obiettivo molto vicino al livello 5,950. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Parabolic Sar mentre sia l’indicatore Supertrend che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti la scorsa ottava. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 53.

L’andamento di breve termine delle azioni PIRELLI&C.









