La casa automobilistica Porsche ha recentemente rilasciato i risultati finanziari relativi all’esercizio 2025, con un fatturato che è sceso del 9,5% a 36,27 miliardi di euro. Il reddito operativo è passato dai 5,64 miliardi di euro del 2024 a 413 milioni di euro, registrando un calo del 90%. Le ragioni di questo crollo sono state “spese straordinarie per circa 3,9 miliardi di euro. Queste consistono nel riallineamento della strategia di prodotto e nel ridimensionamento dell’azienda (2,5 miliardi di euro), spese aggiuntive derivanti dalle attività legate alle batterie (700 milioni di euro) e dazi statunitensi (700 milioni di euro)”.
Secondo il direttore finanziario del gruppo, Jochen Breckner, ”le sfide globali e il riallineamento dell’azienda hanno impattato sui conti del 2025”. Per l’anno in corso le nostre misure di ricalibratura continueranno ad avere effetti una-tantum sui risultati nell’ordine del miliardo di euro”. Un “fardello”, secondo il manager, che il gruppo è disposto ad accettare per “assicurarsi margini adeguati agli standard di Porsche nel medio termine e aumentare la resilienza nel lungo termine”.
Azioni Porsche, le quotazioni si appoggiano sul supporto a quota 36,17
Quotate sul mercato tedesco Xetra, le azioni Porsche sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di venerdì (-0,16%). Dopo un’apertura al di sopra della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 36,17, per poi andare a chiudere sul finale poco distante a quota 36,40.
Successivamente al massimo relativo toccato lo scorso 9 gennaio sul livello 48,79, i titoli Porsche hanno radicalmente invertito la propria direzionalità con un perdurante movimento ribassista, sempre posizionato al di sotto di una precisa trendline discendente e senza mai effettuare recuperi periodici degni di nota, fino ad arrestare la caduta proprio ieri in prossimità del supporto presente a quota 36,17.
Ora, poiché i corsi stanno scendendo troppo e probabilmente da troppo tempo, per l’immediato futuro è lecito attendersi un rimbalzo, almeno di corto respiro, con lo scopo di raggiungere presto la prima resistenza individuabile in area 39,29 euro, dove transita anche la media mobile daily a 25 periodi. Qualora il rialzo dovesse mostrarsi più robusto, il target successivo diventerebbe il livello 41 per ricoprire il gap down del 2 marzo.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 37 con target nell’intorno dei 39,29 euro, mentre le posizioni ribassiste risultano essere al momento poco profittevoli. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto sia dell’indicatore Supertrend che dell’indicatore Parabolic Sar, diventati negativi a metà gennaio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 34.

L’andamento di breve termine delle azioni PORSCHE









