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Azioni Procter & Gamble: quali effetti da svalutazione di Gillette?

Azioni Procter & Gamble: quali effetti da svalutazione di Gillette?

Dopo le vendite che a Wall Street hanno contrassegnato la seduta di ieri delle azioni Procter & Gamble, gli investitori cercheranno di capire se la fase correttiva che ha interessato il titolo nelle ultime giornate potrebbe essere giunta al termine. Ad aver innescato la correzione sono state le dichiarazioni provenienti dal colosso dei beni di largo consumo, che dovrebbe registrare fino a 2,5 miliardi di dollari di oneri nell’arco di due anni fiscali, per quanto riguarda sia la svalutazione del valore della sua attività Gillette che alla ristrutturazione di alcuni mercati.

Nello specifico il Gruppo dovrebbe vedere nel trimestre in corso, che si concluderà il prossimo 31 dicembre, un onere di svalutazione non monetario di 1,3 miliardi di dollari, al lordo delle imposte, per la sua attività Gillette, acquisita nel 2005. Allo stesso tempo le ristrutturazioni delle proprie attività in Argentina e in Nigeria, in scia alle difficili condizioni macroeconomiche, dovrebbe avere impatti tra gli 1 e gli 1,5 miliardi di dollari al netto delle imposte. Al di fuori di queste notizie dobbiamo anche sottolineare come nelle settimane passate, secondo le comunicazioni provenienti dalla Sec, alcuni manager della società hanno venduto delle azioni. Tra questi troviamo il Ceo del Gruppo, R. Alexandra Keith, che ha ceduto sul mercato titoli per un valore superiore ai 4,6 milioni di dollari.

 

Azioni Procter & Gamble: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa aspettarsi dall’azione nel breve e medio periodo. Dopo il sell-off di ieri, arrivato con volumi doppi rispetto alla media giornaliera mensile, quella odierna dovrebbe essere un’apertura all’insegna della cautela per il titolo Procter & Gamble con i prezzi che dovrebbero stazionare nei pressi dei 147 dollari. Nel breve termine fondamentale sarà la tenuta dei 146 dollari, che rappresentano i minimi intra di 24 ore prima, per evitare una continuazione delle vendite prima in direzione dei 145 dollari e successivamente verso i 141,5 dollari, minimi degli ultimi 8 mesi. Dal punto di vista operativo la violazione di tali supporti aprirebbe le porte per un ritorno dei prezzi verso il bottom annuale situato in area 135,50 dollari.

Al contrario solo con la ripresa dei 149-149,50 dollari, nelle cui vicinanze troviamo sia la media mobile a 50 giorni che quella di lungo periodo, che si dovrebbe avere un recupero delle quotazioni prima verso 150.151 dollari e a seguire in direzione dei massimi del mese passato in area 153,6 dollari. Nel caso in cui tali aree resistenziali dovessero essere lasciati alle spalle si dovrebbe assistere ad una continuazione degli acquisti fin verso i massimi annuali che troviamo sulla soglia dei 158 dollari. L’eventuale break di tali aree dovrebbe spingere l’azione ad andare a mettere sotto pressione i top di sempre situati sui 165-165,5 dollari.

 

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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