Il colosso automobilistico francese Renault ha appena concluso l’esercizio 2025 con ricavi in crescita del 3% a 57,9 miliardi di euro. In negativo per 10,9 miliardi di euro, però, il risultato netto, a seguito del cambio di contabilizzazione della partecipazione in Nissan per 9,3 miliardi di euro, esclusa la quale l’utile sarebbe stato pari a 715 milioni di euro.
In calo da 4,26 a 3,63 miliardi di euro il margine operativo lordo, che scende dal 7,6 al 6,3% sul fatturato. Previsto un dividendo di 2,2 euro per azione. Per il 2026 Renault prevede un margine operativo lordo al 5,5% , che sale fino al 7% nel medio termine e 1 miliardo di euro di generazione di cassa dal ramo auto.
Durante l’anno passato, Renault ha realizzato «performance costanti e di prim’ordine tra i player dell’industria automotive». Lo afferma l’amministratore delegato François Provost sottolineando il «contesto di mercato difficile». Un risultato che «rispecchia la solidità dei nostri fondamentali e la nostra agilità”, secondo il manager e che «conferma, soprattutto, la bontà e solidità della nostra strategia prodotto nonché la forza delle nostre marche, riconosciute dai clienti» (vedi articolo precedente).
Azioni Renault: le quotazioni in rialzo puntano verso la resistenza sul livello 33,45
Quotate sul mercato Euronext di Parigi, le azioni Renault sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di venerdì (-0,71%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 31,79, per poi riguadagnare parzialmente valore sul finale andando a chiudere a quota 32,20.
In seguito al massimo relativo battuto lo scorso 16 dicembre sul livello 37,97, i titoli Renault hanno invertito radicalmente la propria direzionalità con un violento e prolungato movimento ribassista, sempre posizionato al di sotto di una precisa trendline discendente, senza effettuare fisiologici recuperi periodici, fino ad arrestare la caduta in prossimità del supporto presente a quota 30,15 (6 febbraio).
Da quel momento i corsi hanno reagito con un pronto rimbalzo che però non è riuscito ad andare oltre la soglia dei 34,20 euro (19 febbraio), per poi ricominciare a scendere fino alle quotazioni attuali. Considerata comunque la presenza di due minimi daily crescenti, tramite i quali è possibile tracciare una linea di tendenza rialzista di corto respiro, per l’immediato futuro è lecito attendersi la prosecuzione del trend positivo in corso con lo scopo di raggiungere presto la prima resistenza individuabile in area 33,45, dove transita anche l’importante indicatore Supertrend.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 32,50 con target nell’intorno dei 33,45 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 31,79 con obiettivo molto vicino al livello 30,80. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25, diventati rialzisti a metà febbraio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 44.

L’andamento di breve termine delle azioni RENAULT









