Sono decollate le quotazioni di Richemont, dopo che il gruppo ha messo a segno il più alto fatturato trimestrale di sempre, superando di gran lunga le aspettative degli analisti. Il gigante del lusso con sede a Ginevra ha chiuso l’anno solare con un solido +10% nel terzo trimestre 2024 che ha spinto le vendite nette a 6,15 miliardi di euro. Questo benché il consensus di Bloomberg stimasse una crescita solo dello 0,92%.
Una performance da record legata alla crescita a doppia cifra dei ricavi nelle Americhe (+22% vs +10,4% consensus), in Europa (+19% vs +6,38%), Medio Oriente e Africa (+20% vs +10,7%) e in Giappone (+19% vs +18,7%) e a un miglioramento del calo in Asia-Pacifico (-7% vs -15,8%), “nonostante la domanda in Cina sia ancora difficile”.
L’andamento dei tre mesi a livello di canale è stato guidato dal retail, in crescita dell’11% contro il +2,83% stimato, e dalle maison di gioielleria tra cui Cartier, Van Cleef & Arpels e Buccellati, che hanno registrato un incremento del 14% superando le attese di un +4,28%. Ancora in sofferenza gli orologiai specializzati (-8% vs -14,1%), tra cui Baume & Mercier, A. Lange & Söhne, Panerai, Jaeger-LeCoultre e Vacheron Constantin.
La categoria che comprende gli altri brand di moda e accessori, tra cui Alaïa, Chloé, Montblanc, Dunhill, Serapian e Gianvito Rossi ha invece riportato un miglioramento dell’11%.
Complessivamente, nei nove mesi dall’inizio dell’esercizio il fatturato di gruppo è aumentato del 3% a 16,2 miliardi di euro. La società guidata dall’imprenditore sudafricano Johann Rupert vanta al momento una solida posizione di cassa netta, salita a 7,9 miliardi di euro al 31 dicembre 2024. Il gruppo e-commerce, presentato come “attività in dismissione” dopo la cessione a Mytheresa ufficializzata lo scorso ottobre, che ha chiuso la lunga ricerca di un nuovo acquirente dopo l’annullamento dell’accordo con Farfetch, ha registrato una riduzione delle vendite del 14% nei tre mesi conclusi a dicembre 2024 e del 15% nei nove mesi.
Alla luce degli ultimi dati trimestrali comunicati dalla società, gli analisti di Citi prevedono ora per l’esercizio 2025 di Richemont un fatturato di gruppo consolidato a 20,6 miliardi di euro, con un ebit a 4,28 miliardi, che aumenteranno rispettivamente del 3% circa e di una percentuale mid-single digit nonostante la potenziale necessità di rivedere le ipotesi di opex/vendite del secondo semestre 2025. “Le azioni hanno sovraperformato di circa 15 punti percentuali rispetto al settore nel 2024 (+19% contro +4%) e si sono rivalutate di circa il 40% in termini assoluti e del 20% rispetto al p/e 2024. Grazie alla costanza dei risultati e al rafforzamento del modello di business”, dall’istituto. Viene confermano il rating buy e il target price di 145 franchi svizzeri.
Azioni Richemont: quotazioni accelerano al rialzo
Quotatw sulla Borsa svizzera a Zurigo, le azioni Richemont sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 166,50, per poi andare a chiudere non distante sul finale.
In seguito al doppio minimo toccato nel corso del mese di novembre in area 116, trattandosi di un evidente segnale di inversione, l’azione ha drasticamente invertito la propria rotta con un perdurante movimento rialzista a cui ha fatto seguito una recente accelerazione, dopo il notevole gap up rimasto ancora aperto dal 16 gennaio sul livello 140,40, fino a raggiungere proprio ieri un massimo storico.
Considerando che Richemont sta correndo troppo e da troppo tempo, per l’immediato futuro è lecito attendersi una fase di ritracciamento che consolidi gli ottimi guadagni fin qui realizzati, ponendosi come obiettivo di medio periodo la ricopertura del già citato gap, e nel breve almeno un riposizionamento verso il primo supporto individuabile a quota 151,10 da cui ripartire per un eventuale rimbalzo di corto respiro.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 166,50 con target nell’intorno dei 169,82 franchi svizzeri, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 162,90 con obiettivo molto vicino al livello 159,64.
L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a inizio dicembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “ipercomprato” vicino al livello 84.

L’andamento di breve termine del titolo RICHEMONT









