Azioni SoftBank: trimestrale delude ma c'è lo scudo buyback

Azioni SoftBank: trimestrale delude ma c’è lo scudo buyback

SoftBank: la trimestrale delude, ma c'è un buyback di 9 miliardi di dollari

Azioni Softbank sotto la lente sul mercato anche alla luce delle crescenti preoccupazioni degli azionisti con l’andamento in Borsa del titolo del gruppo finanziario. Oggi le quotazioni hanno fatto segnare un rosso di 0,71 punti percentuali a 6.161 yen dopo una trimestrale deludente. Dal picco di marzo 2021 a 10.700 yen, il titolo è precipitato di oltre il 40% sulla Piazza di Tokyo e l’ultima settimana ha segnato una tendenza negativa che dura da un pezzo. La crisi è stata determinata in gran parte dalla pressione delle Autorità cinesi nel settore tecnologico del Paese, colpendo in particolar modo Alibaba di cui la banca giapponese ha una grossa partecipazione. Non solo, attraverso i suoi fondi Vision l’istituto è stato coinvolto nel giro di vite normativo di diverse società internet che sono affondate sui mercati azionari a partire dalla scorsa primavera. Tutto questo ha generato una profonda frustrazione negli investitori, che hanno cominciato a liquidare le quote mettendo in fuga possibili new entry.

 

SoftBank: i numeri della trimestrale

La trimestrale di Softbank si è conclusa in perdita di 387,9 miliardi di yen, corrispondenti a circa 3,5 miliardi di dollari. Ad aver inciso in maniera determinante è stata la sua unità Vision fund per via del crollo di alcune partecipazioni chiave. I 2 fondi hanno perso 825,1 miliardi di yen, ovvero 7,3 miliardi di dollari, un calo record che ha superato la perdita di 788,6 miliardi di yen registrati con le svalutazioni pandemiche.

La perdita non realizzata dei Vision Fund ammonta a 17,7 miliardi di dollari e comprende i 6,7 miliardi dell’e-commerce sudcoreano Coupang, principale responsabile del calo di valutazione. Didi ha perso 6,1 miliardi di dollari in quanto colpito in modo particolare dalla repressione delle Authority cinesi sulle aziende tecnologiche del Paese.

La start-up cinese KE Holdings ha contribuito in maniera rilevante al decremento complessivo del fondo con un passivo di 2,2 miliardi di dollari. Le azioni in Borsa hanno perso oltre il 70% dal picco, nonostante la società non sia stata presa di mira dai Regolatori di Pechino. Altre perdite importanti vanno rilevate nella start-up di autotrasporti Full Truck Alliance (1,7 miliardi di dollari) e nella piattaforma di biotecnologia Zymergen (0,6 miliardi di dollari).

 

Azioni SoftBank: 2 catalizzatori per il titolo in Borsa

L’aspetto positivo nella pubblicazione dei dati trimestrali riguarda la comunicazione del riacquisto di quasi il 15% delle azioni proprie per circa 9 miliardi di dollari, che si aggiungono ai 23 miliardi del piano di buyback completato a maggio. La società accoglie quindi la richiesta di alcuni grandi partecipanti al capitale societario come il fondo attivista Elliott Management. Quest’ultimo nei giorni scorsi aveva fatto pressioni sul fondatore e Amministratore di SoftBank Masayoshi Son affinché iniziasse un nuovo programma di riacquisto delle azioni, ritenendo lo strumento uno dei pochi catalizzatori in grado di poter risollevare le quotazioni del titolo in Borsa.

Il buyback è stato estremamente efficace quando nel marzo 2020 scoppiò la pandemia e i mercati azionari affondarono violentemente. Allora le azioni SoftBank riuscirono ad attutire il colpo proprio grazie ai riacquisti di azioni lanciati dall’azienda, finanziati da cessioni di attività e che portarono il titolo a quadruplicare il suo valore dai minimi fino al top di quest’anno. Tra l’altro i riacquisti producono l’effetto di rafforzare la proprietà del gruppo arginando alcune proposte da parte degli azionisti recalcitranti.

Un altro catalizzatore riguarda le acquisizioni, utili per infondere maggiore entusiasmo agli investitori in questo momento depressi. Attraverso i fondi Vision alla fine del trimestre SoftBank ha investito circa 33,5 miliardi di dollari in 157 start-up. L’istituto potrebbe destinare 17,3 miliardi di dollari in altre start-up innovative, come era stato promesso quest’anno. Poi è chiaro che forse non serve più nemmeno l’annuncio, ma è necessario che vi sia l’attuazione dell’operazione. Secondo alcuni investitori questi elementi servirebbero quantomeno a mettere un pavimento al titolo in attesa di tempi migliori.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.