(Articolo sponsorizzato) Con buona parte degli indici borsistici mondiali vicini ai massimi storici, non è facile trovare azioni sottovalutate. Tuttavia, alcuni titoli sono rimasti indietro per diverse ragioni, aprendo così la strada a opportunità interessanti. Il compito più difficile per un investitore, però, è comprendere se il calo dei prezzi di mercato sia stato generato da fattori contingenti, che hanno portato a una sottovalutazione rispetto ai fondamentali, oppure se la correzione rifletta semplicemente la presa di coscienza che i multipli erano eccessivamente elevati. Nel primo caso, le probabilità di un recupero delle quotazioni restano elevate, man mano che valore equo e prezzo di mercato tendono ad allinearsi. Nel secondo caso, invece, si rischia un’ulteriore discesa, con conseguente aggravamento delle perdite in portafoglio.
In questo articolo:
- Azioni sottovalutate: ecco alcuni casi da studiare
- Come investire con i certificati
Azioni sottovalutate: ecco alcuni casi da studiare
Tra le azioni che hanno perso terreno a Wall Street, vale la pena accendere i riflettori su quattro aziende un tempo molto apprezzate dagli investitori, per capire se risultino effettivamente sottovalutate:
- Netflix
- Robinhood Markets
- Salesforce
- Uber Technologies
Netflix ha guadagnato in Borsa circa il 160% negli ultimi tre anni, ma da inizio 2026 il titolo è in calo. La società ha risentito della corsa all’acquisizione di Warner Bros Discovery, nella quale ha dovuto cedere alla concorrenza di Paramount Skydance. Un modo per capire se il ribasso di quest’anno abbia portato a una sottovalutazione del titolo è considerare il fair value elaborato da Forecaster.biz, ossia il valore equo dell’azienda calcolato sulla base di quattro parametri: Discounted Cash Flow, Peter Lynch Indicator, Economic Value Added ed EV/Sales. Attualmente, tale valore è pari a 104,09 dollari per azione, il 19,62% in più rispetto al prezzo di mercato registrato alla chiusura della seduta settimanale del 15 maggio. Le azioni Netflix appaiono quindi sottovalutate.
Robinhood Markets ha perso circa un terzo della propria capitalizzazione quest’anno a Wall Street. La piattaforma di trading ha sofferto il periodo negativo delle criptovalute, con i ricavi derivanti dalle transazioni crypto diminuiti del 47% su base annua nel primo trimestre. Il trading sulle valute digitali rappresenta infatti una delle principali fonti di entrata per l’azienda. A pesare sulla debole performance del titolo Robinhood sono stati anche una trimestrale complessivamente inferiore alle aspettative e le prese di profitto degli investitori dopo un 2025 eccezionale. Il fair value di 76,73 dollari per azione risulta comunque sostanzialmente in linea con il prezzo di mercato.
Salesforce è una delle società software che ha pagato più caro il terremoto nel settore provocato dall’avvento dei modelli sviluppati da Anthropic. La startup di intelligenza artificiale ha infatti presentato strumenti capaci di rendere obsoleti molti software tradizionali, mettendo così sotto pressione il business delle aziende del comparto. Le azioni Salesforce hanno perso il 31,59% da inizio anno e ora quotano a un prezzo inferiore del 47,21% rispetto al fair value di 255,42 dollari. Di conseguenza, il titolo appare sottovalutato.
Anche Uber Technologies figura tra i ritardatari della Borsa americana, con un calo del 9,38% dall’inizio di gennaio. A pesare sulle quotazioni sono gli investimenti dell’azienda nei robotaxi: gli investitori temono, infatti, che possano comprimere i margini del business tradizionale. Inoltre, società come Waymo, Tesla e altri operatori del settore potrebbero ridurre il ruolo di Uber nel lungo periodo. Nonostante ciò, le azioni sembrano sottovalutate, considerando che il fair value di 93,18 dollari è superiore del 24,09% rispetto al prezzo di mercato.









