Starbucks ha recentemente deciso di cedere il 60% della propria filiale cinese alla società di investimenti Boyu Capital, con sede a Hong Kong, per 4 miliardi di dollari. Le due aziende creeranno una joint venture di cui Starbucks controllerà il 40%. La Cina è il secondo mercato più grande per Starbucks dopo gli Stati Uniti, con circa 8.000 punti vendita.
La cessione al private equity cinese ha concluso la lunga ricerca di Starbucks di un partner locale in un mercato sempre più difficile tra forte concorrenza, consumi stagnanti e guerra dei prezzi (vedi articolo precedente). La nuova joint venture gestirà il business nel Dragone e Starbucks continuerà a detenere e a concedere in licenza il marchio e la sua proprietà intellettuale.
“La profonda conoscenza e competenza locale di Boyu Capital aiuterà ad accelerare la nostra crescita in Cina, soprattutto con l’espansione in città più piccole e in nuove regioni”, ha commento Brian Niccol, presidente e amministratore delegato di Starbucks, in una nota. “Abbiamo trovato un partner che condivide il nostro impegno per un’esperienza di partnership eccellente e un servizio clienti di livello mondiale. Insieme scriveremo il prossimo capitolo della gloriosa storia di Starbucks in Cina”, iniziata nel 1999.
Azioni Starbucks: quotazioni in rialzo verso la resistenza a 90 dollari
Quotate sul mercato statunitense Nasdaq, le azioni Starbucks sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di venerdì (-1,92%). Dopo un’apertura in gap down (causa stacco dividendo di 0,62 centesimi, ma subito ricoperto nell’intraday), infatti, le quotazioni hanno intrapreso un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 84, per poi rimbalzare leggermente sul finale.
In seguito al minimo relativo battuto lo scorso 30 aprile sul livello 75,50, i titoli Starbucks hanno drasticamente invertito la propria rotta con un prolungato e spiccato movimento rialzista che ha arrestato la corsa solo in prossimità della resistenza presente a quota 98,89 (30 luglio).
Da quel momenti i corsi hanno subito un violento storno che ha portato le quotazioni ad appoggiarsi sul supporto intermedio posto a 78,41 dollari (10 ottobre), annullando quasi tutti precedenti guadagni degli ultimi mesi.
Successivamente, pur con una accentuata volatilità, si sta assistendo ad un recupero che appare solido e credibile (grazie ad un doppio minimo, figura di inversione di tendenza), con lo scopo di raggiungere presto la prima resistenza individuabile in area 90, previa conferma dell’appena avvenuto superamento dell’importante indicatore Supertrend daily.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 86,50 con target nell’intorno dei 90 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 84 con obiettivo molto vicino al livello 81,76. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25, diventati rialzisti due settimane fa. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 55.

L’andamento di breve termine delle azioni STARBUCKS









