Azioni Tesla: 3 fattori che allontanano gli investitori

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L’ultima seduta delle azioni Tesla a Wall Street è stata da incubo. Il titolo della casa automobilistica americana è crollato dell’8,20%, portando al 24,40% il passivo da inizio anno. La disfatta conferma il momento difficile del pioniere delle auto elettriche, uscito dalle grazie degli investitori dopo aver perso gran parte del vantaggio competitivo sulle altre aziende. Proprio quel vantaggio competitivo che lo ha portato ad avere una capitalizzazione di mercato maggiore di quella di tutte le principali società dell’automotive messe insieme. In questo articolo:

 

  • Una trimestrale preoccupante
  • Azioni Tesla: perché gli investitori non comprano più

 

Una trimestrale preoccupante

Le aspettative del mercato prima della pubblicazione dei dati del secondo trimestre 2025 di Tesla non erano brillanti, ma quanto risultato dal rapporto è andato oltre le peggiori previsioni. L’azienda ha mostrato il maggior crollo delle vendite trimestrali (-12%) in oltre un decennio, mancando le stime di consensus. Stesso discorso per l’utile netto, affondato del 16%. L’aspetto più preoccupante, però, è stata l’affermazione dell’amministratore delegato Elon Musk, secondo cui l’azienda affronterà “trimestri difficili”. Ciò a causa della nuova legislazione fiscale dell’amministrazione Trump che elimina di fatto alcuni vantaggi competitivi della casa automobilistica di Austin.

 

Azioni Tesla: 3 fattori che allontanano gli investitori

Sono ormai diversi mesi che gli investitori stanno liquidando le azioni Tesla in portafoglio, dopo l’impennata del titolo seguita all’elezione del presidente degli Stati Uniti. L’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump aveva alimentato la speranza che una regolamentazione favorevole alla guida autonoma, dopo il giro di vite dell’amministrazione Biden, potesse agevolare l’azienda guidata da Elon Musk. I robotaxi rappresentano oggi la speranza di Tesla per riconquistare il vantaggio sui competitor che non ha più sul fronte delle vendite di veicoli elettrici. Tuttavia, secondo gli osservatori di mercato, la situazione ancora è molto incerta e non ci sono elementi tali che consentano di determinare come e quando la produzione di massa delle auto a guida autonoma possa avvenire e tradursi soprattutto in maggiori guadagni per l’azienda.  Musk ha dato come riferimento l’ultima parte del 2026, ma il top manager non è nuovo a previsioni troppo ottimistiche riguardo i tempi di arrivo di un nuovo prodotto.

Attualmente, altri due fattori stanno tenendo lontani gli investitori dalle azioni Tesla. Uno è la riforma sulle agevolazioni fiscali per le auto a batteria e sui crediti green. Trump ha eliminato il credito d’imposta di 7.500 dollari a favore degli acquirenti dei veicoli elettrici, il che rischia di contrarre pesantemente la domanda delle vetture Tesla, già in caduta. Inoltre, il presidente Usa ha tolto le sanzioni alle case automobilistiche tradizionali che non si allineano ai requisiti sulle emissioni di CO2 stabiliti dalle autorità attraverso l’acquisto dei crediti normativi da aziende come Tesla. Per quest’ultima, i crediti green hanno rappresentato finora una importante fonte di entrata, al punto che senza di essa il primo trimestre 2025 sarebbe stato chiuso in perdita.

L’altro fattore è la partecipazione in Bitcoin. Secondo l’ultimo rapporto della società, la quota controllata da Tesla vale circa 1,24 miliardi di dollari. Tuttavia avrebbe potuto valere molto di più. Nel 2022 l’azienda – una delle prime ad aver incamerato Bitcoin nel suo bilancio – ha venduto una buona parte del suo portafoglio quando valevano circa 19.000 dollari. Oggi il guadagno sarebbe stato enorme con la quotazione decuplicata della principale criptovaluto.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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