Azioni Tesla: long o short dopo calo vendite in Europa?

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A Wall Street  le azioni Tesla non dovrebbero subire, almeno in apertura di seduta, i deludenti dati arrivati dalle immatricolazioni europee, che hanno visto l’azienda guidata da Elon Musk proseguire il suo deciso trend negativo. Nello scorso mese di aprile, considerando la sola Unione europea, le immatricolazioni sono scese del 52,5% a 5.475 unità, rispetto allo stesso mese del 2024. Volendo includere anche Regno Unito e i Paesi Efta (Islanda, Lichtenstein, Norvegia e Svizzera), il calo è stato del 49% a 7.261 immatricolazioni. Nel corso dei primi 4 mesi, la discesa di Tesla nell’area europea è stata del 46,1% a 41.677 immatricolazioni, mentre se si dovessero includere sia il Regno unito che i Paesi Efta la flessione sarebbe del 40%. La quota di mercato nei primi 4 mesi del 2025 si attesta appena all’1,1%. Su questi numeri pesano sia la partecipazione di Elon Musk all’amministrazione Trump che la mancanza di innovazione.

Il tutto in un contesto in cui, nel mese passato, il mercato europeo ha registrato un calo complessivo dello 0,3% ma con una performance decisamente positiva per quanto riguarda le auto elettriche, le cui vendite sono cresciute del 27,8% a oltre 184.680 unità. Su quest’ultima performance un impatto fondamentale è arrivato dalle auto cinesi, con i marchi Byd, MG, Xpeng e Leapmotor, che hanno registrato aumenti fino al 59%.

 

Azioni Tesla: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire cosa ci suggerisce l’analisi tecnica sulle azioni Tesla. Dopo aver chiuso la scorsa settimana in ribasso del 3% in area 339,3 dollari, le attese per la giornata odierna sono di un’apertura delle contrattazioni in rialzo di quasi il 2%, nei pressi dei 346 dollari. Con un’impostazione di medio periodo ascendente, il superamento delle prossime resistenze e top degli ultimi 3 mesi in area 350 dollari, andrebbe a rafforzare nel breve termine il quadro grafico. In questo caso, dovremmo avere nuovi apprezzamenti per le azioni, con obiettivi successivi i 363 dollari e successivamente i 378 dollari. Nel caso in cui anche queste ultime aree resistenziali dovessero essere lasciate alle spalle, il titolo potrebbe spingersi fin verso la soglia dei 400 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 3 febbraio.

Al contrario, la perdita dei 330 dollari, minimi delle ultime due settimane, potrebbe essere sfruttata per aprire delle strategie di breve periodo ribassiste. In questo caso si dovrebbe avere un primo target sulla soglia dei 300 dollari, dove verrebbe messo sotto pressione l’indicatore daily del Supertrend. Nel caso in cui dovessimo assistere anche alla rottura di tali supporti, si assisterebbe a una continuazione delle vendite con prossimi target i 275-270 dollari, dove transita la media mobile a 50 giorni, e a seguire l’area dei 250 dollari. La perdita di questi ultimi sostegni aumenterebbe le possibilità per andare a rivedere il minimo del 2025 posto in area 215-213 dollari.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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