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Azioni Tesla: quali impatti a Wall Street con debutto Cybertruck?

Azioni Tesla: quali impatti a Wall Street con debutto Cybertruck?

A Wall Street nell’ultima seduta della settimana sarà il titolo Tesla quello attenzionato dagli investitori, dopo che nelle ultime ore la casa californiana ha iniziato le consegne delle prime unità del Cybertruck, il pick-up che era stato presentato quattro anno fa in forma di prototipo. In un momento in cui la società di Elon Musk sta lottando contro il calo della domanda di veicoli elettrici e l’aumento dei competitors, Cybertruck sarà fondamentale per generare vendite, anche se difficilmente potrà raggiungere i volumi di vendita dei modelli 3 e Y.

Nello specifico il  Cybertruck sarà un veicolo da lavoro e dispone di soluzioni per un utilizzo professionale, a partire da una presa che alimenta utensili elettrici grazie all’energia stoccata nella batteria di trazione e potrà trainare carichi fino a quasi 5.000 kg. Per quanto riguarda i prezzi questi dovrebbero variare dai 61.000 dollari del modello base Eae-Wheel Drive, per passare agli 80.000 dollari della versione Rear Wheel Drive dual motor e finire al Cyberbeast il cui costo si dovrebbe aggirare sui 100.000 dollari. Per quanto riguarda l’autonomia questa potrebbe essere portata a 750 km con una batteria supplementare che trova posto sul pianale, dietro alla cabina. Ricordiamo infine che secondo Elon Musk ci vorranno dai 12 ai 18 mesi per far si che il veicolo possa dare un contributo significativo al flusso di cassa dell’azienda.

 

Azioni Tesla: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa cosa aspettarsi dall’azione nel breve e medio termine. Dopo aver chiuso la seduta di ieri all’insegna delle vendite, dando seguito a quelle prese di beneficio partite nella seduta precedente dai 250 dollari a contatto con la trendline discendente che parte dai massimi dello scorso mese di luglio sui 300 dollari e congiunge i top registrati sia nel mese di settembre che in quello di ottobre, le attese per la giornata odierna sono di un’apertura in territorio negativo. Nel breve termine fondamentale sarà la tenuta dei 232-231 dollari, dove troviamo la trendline rialzista innescatasi dai minimi dello scorso mese di ottobre, per evitare una continuazione della discesa che avrebbe come primo obiettivo i 225 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 14 novembre e nei cui pressi transita anche la media mobile di lungo periodo. L’eventuale la violazione di tali supporti farebbe proseguire la fase discendente prima verso i 208 dollari, minimi dello scorso mese di novembre, e in seguito in direzione dei minimi di periodo situati in area 198 dollari. Fondamentale, nel caso si realizzasse questa view, sarebbe la tenuta di questi ultimi supporti, per evitare un pericoloso indebolimento della struttura grafica che aprirebbe le porte per ulteriori discese fin verso i 175 dollari.

Al contrario un segnale di forza si avrebbe con il break dei 250 dollari, andando a riattivare il recupero partito nel mese di ottobre e che avrebbe primo target i 266,5 dollari e successivamente i 278 dollari. Sarà solo lasciandosi alle spalle tali resistenze che si aprirebbero le porte per un ritorno sui massimi annuali situati sulla soglia psicologica dei 300 dollari. Nel caso in cui queste aree resistenziali dovessero essere superate, si avrebbero nuovi apprezzamenti dell’azione verso i 313 dollari e successivamente i 320 dollari.

 

 

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AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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