Azioni TIM: dopo dati semestrali nuovi minimi in vista? - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Azioni TIM: dopo dati semestrali nuovi minimi in vista?

Tim: possibili nuovi minimi per l'azione dopo i conti semestrali?

Con volumi già pari alla media giornaliera mensile è una seduta all’insegna delle vendite per le azioni Tim, all’indomani dei dati semestrali comunicati dall’azienda nella serata di ieri. Nel corso dei primi sei mesi dell’anno in corso, che hanno visto sia il rilancio del business domestico che l’accelerazione di Tim Brasil, il gruppo ha visto una perdita di 813 milioni di euro in peggioramento rispetto ai -483 milioni dello stesso periodo di un anno fa. Da sottolineare che questo dato sconta l’effetto negativo di oneri netti non ricorrenti per 437 milioni di euro, in aumento rispetto ai 287 milioni di euro del 2022. Per quanto riguarda i ricavi questi si sono attestati a 7,84 miliardi, in aumento del 2,8% rispetto a 12 mesi fa. In leggera risalita è l’Ebitda che passa dai 2,65 miliardi di euro agli attuali 2,67 miliardi di euro, mentre l’Ebit passa dai 397 milioni di euro agli attuali 239 milioni di euro. Ancora in aumento risulta il debito che si porta a 26,16 miliardi di euro rispetto a 25,36 miliardi di euro di fine 2022.

Per quanto riguarda il periodo aprile-giugno, la società segnala che nel business domestico i ricavi totali registrano per la prima volta dopo 20 trimestri una crescita dello 0,6%, attestandosi a 2,9 miliardi di euro. Nel dettaglio i ricavi da servizi scendono dello 0,9% a 2,6 miliardi di euro, ma in ripresa rispetto ad un calo del 2,4% che si era avuto nel trimestre precedente, mentre i ricavi da servizi fissi rimangono stabili. Infine, nel corso dell’ultimo trimestre è proseguita la crescita di Tim Brasil che ha visto ricavi in aumento del 9,2% ed un Ebitda in salita del 17%.

Nel corso della presentazione dei dati l’amministratore delegato Pietro Labriola si è soffermato in particolar sulla vendita della Rete, che ricordiamo vede il fondo Kkr avere un’esclusiva fino al prossimo 30 settembre per formulare un’offerta vincolante. Nello specifico è stato sottolineato dal manager come l’ingresso di investitori italiani al fianco del fondo americano, possa aiutare il Governo a dare il suo beneplacito alla vendita dell’asset. Inoltre sempre secondo Labriola l’operazione di vendita si concluderà solo se il valore stabilito rispecchierà quello della rete, se il debito verrà ridotto in maniera significativa e soprattutto se l’azienda che rimane risulti finanziariamente e industrialmente sostenibile. Infine su una possibile vendita della controllata brasiliana, che contribuisce per il 30% alla marginalità del gruppo, l’eventuale offerta verrebbe presa in considerazioni solo dinanzi ad un’offerta stratosferica.

 

Azioni Tim: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si sta muovendo l’azione a Piazza Affari dopo queste notizie. E’ una giornata all’insegna delle decise vendite quella odierna per il titolo Tim, con i prezzi che perdono la media mobile di lungo periodo posta in area 0,26 euro. Nel breve termine una conferma sotto tali livelli dovrebbe far proseguire la fase discendente in direzione degli 0,253-0,25 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, e a seguire i minimi degli ultimi 6 mesi in area 0,245 euro. Nel caso in cui anche questi sostegni non fossero in grado di arrestare la spinta ribassista, si avrebbe un ulteriore indebolimento della struttura grafica con possibili nuove discese verso gli 0,23 euro e a seguire 0,225 euro.

Al contrario segnali di ripresa si avrebbero solo con il ritorno delle quotazioni oltre i massimi di questa settimana, situati nei pressi degli 0,268 euro, dove troviamo la trendline ribassista che parte dai massimi del 2023. L’eventuale superamento di queste resistenze innescherebbe una ripresa degli acquisti, il quale avrebbe come primo obiettivo i massimi dello scorso mese di aprile in area 0,28 euro. Dal punto di vista operativo sarà solo lasciandosi alle spalle quest’ultime aree che si avrebbe un miglioramento del quadro grafico con nuovi target situati fin verso gli 0,3 euro.

AUTORE

Picture of Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *