La società Trevi ha concluso l’esercizio 2025 con un fatturato pari a 624,017 milioni di euro, in calo del 5,9% rispetto all’anno precedente, di cui 117,803 milioni di euro realizzati in Italia (corrispondenti al 19% del totale). L’Ebitda si é attestato a 81,81 milioni di euro (+0,1%), mentre il reddito operativo è stato di 47,83 milioni di euro (+8,2%), per arrivare a un utile netto di 8,633 milioni di euro (+56,7%).
La posizione finanziaria netta del gruppo a fine anno era pari a 187,4 milioni di euro, contro i 198,9 milioni di euro registrati al 31 dicembre 2024. Durante il 2025 sono stati acquisiti ordini per 734,289 milioni di euro (+21,3%) e nel solo primo bimestre 2026 sono state ricevute commesse per ulteriori 157 milioni di euro, a conferma del positivo momentum commerciale.
Inoltre il consiglio di amministrazione ha recentemente approvato il Piano Industriale 2026-2029, che prevede crescita dei ricavi di gruppo trainata da tutte le divisioni, con un Cagr complessivo atteso intorno al 5,5%, grazie anche ad un nuovo finanziamento a medio-lungo termine da 170 milioni di euro e un aumento di capitale per 100 milioni di euro (vedi articolo precedente).
Azioni Trevi, le quotazioni in rialzo puntano verso la resistenza sul livello 0,3640
Quotate a Piazza Affari, le azioni Trevi sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, nonostante la performance molto negativa registrata nella seduta di venerdì (-4,40%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 0,3168, per poi andare a chiudere sul finale poco distante a quota 0,3172.
In seguito al massimo relativo toccato lo scorso 26 febbraio sul livello 0,8160, i titoli Trevi hanno drasticamente invertito la propria rotta con un prolungato movimento ribassista, sempre posizionato al di sotto di una precisa trendline discendente e senza mai effettuare fisiologici recuperi periodici degni di nota, fino ad arrestare la caduta in prossimità del supporto presente a quota 0,2720 (30 marzo).
Da quel momento i corsi stanno reagendo con un timido rimbalzo, anche sostenuto da alcuni minimi crescenti, che ha buone probabilità di accelerare nelle prossime giornate con lo scopo di raggiungere presto la prima resistenza individuabile sul livello 0,3640. Qualora il rialzo dovesse mostrarsi più robusto, il target successivo diventerebbe l’ambiziosa quota 0,4405 per ricoprire il gap down rimasto ancora ancora aperto proprio dallo scorso 30 marzo.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 0,3394 con target nell’intorno dei 0,3640 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 0,3168 con obiettivo molto vicino al livello 0,3020. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati negativi a inizio marzo. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “ipervenduto” vicino al livello 27.

L’andamento di breve termine delle azioni TREVI









