La Borsa di Milano ha accolto con favore i risultati 2025 di UniCredit, premiando le azioni con un rialzo superiore al 6% nella prima seduta settimanale. Il secondo istituto bancario italiano ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 10,6 miliardi di euro, in crescita del 13,6% rispetto all’anno precedente e superiore alle stime degli analisti. Un risultato che consolida la posizione di UniCredit tra i protagonisti del consolidamento bancario europeo sotto la guida dell’Amministratore delegato Andrea Orcel.
La performance è stata sostenuta anche dai proventi derivanti dalle partecipazioni strategiche in Commerzbank (26%) e Alpha Bank (29,8%), acquisite utilizzando la liquidità in eccesso senza procedere ad acquisizioni complete. Questa strategia ha permesso di rafforzare la redditività del gruppo mantenendo la disciplina finanziaria al centro delle scelte operative. Gli analisti hanno espresso valutazioni complessivamente positive: Banca Akros ha sottolineato l’utile superiore al consensus, Equita ha confermato il rating buy nonostante alcune voci straordinarie abbiano impattato i dati operativi, mentre Intermonte ha evidenziato target 2028 più alti delle attese grazie al controllo dei costi e degli accantonamenti.
Piano “Unlimited”: obiettivi ambiziosi e remunerazione da 50 miliardi
Il nuovo piano strategico “Unlimited” rappresenta un salto qualitativo rispetto al precedente “Unlocked”. UniCredit punta a 11 miliardi di utile già nel 2026 e a 13 miliardi nel 2028, con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 7% tra 2026 e 2028. Per il 2028, la banca si attende un Return on Tangible Equity superiore al 23%, con crescita a doppia cifra dell’utile per azione e del dividendo. Numeri che hanno superato il consensus degli analisti, fermo a 10,6 miliardi per il 2026 e 11,9 miliardi per il 2028.
La strategia prevede una remunerazione complessiva degli azionisti di circa 30 miliardi nei prossimi tre anni e di 50 miliardi nei prossimi cinque anni, basata su distribuzioni con payout dell’80%, di cui il 50% in dividendi. In un’intervista a CNBC, Orcel ha ribadito la filosofia del gruppo: “UniCredit Unlimited può generare molto più valore di qualsiasi M&A”. Una posizione che non esclude operazioni di consolidamento, ma le subordina a condizioni rigorose.
Sul fronte Commerzbank, dove la Germania si è opposta a un’eventuale fusione, l’AD ha adottato un approccio pragmatico: “Se ci saranno le condizioni, accadrà. E se non accadrà, abbiamo comunque molto altro da fare”. Diverso il scenario greco, dove la partnership con Alpha Bank procede positivamente e genera valore reciproco.
Analisi tecnica: scenario rialzista sopra la trendline dei massimi 2021
Sul fronte grafico, le azioni UniCredit hanno beneficiato dell’accelerazione post-risultati, superando i 75,7 euro e riportandosi sopra la trendline tracciata dai massimi di gennaio e febbraio 2021. Questo livello dinamico potrebbe ora fungere da supporto, certificando il passaggio da resistenza a zona di sostegno in caso di retest. Con l’indice di forza relativa in area neutrale, gli analisti tecnici individuano spazio per un’operazione rialzista con ingresso a 77,75 euro, target a 85 euro (poco sotto i massimi dal 2009) e stop loss a 70,5 euro. La strategia di Orcel, focalizzata su crescita organica disciplinata e remunerazione generosa per gli azionisti, posiziona UniCredit come player di riferimento nel riassetto del settore bancario europeo. I mercati finanziari, per ora, sembrano premiare questa visione con fiducia crescente.









