Il gruppo Volkswagen ha annunciato la scorsa settimana di non escludere più la chiusura di stabilimenti e i conseguenti licenziamenti in Germania, nel quadro di un programma di riduzione dei costi per il principale marchio del gruppo automobilistico. La direzione della società ha dichiarato che annullerà un accordo di lunga data con i lavoratori tedeschi che escludeva licenziamenti non concordati fino a fine 2029. L’accordo è in vigore dal 1994.
Nel mirino del management, in particolare, una delle grandi fabbriche e uno stabilimento di componentistica giudicati “obsoleti”. Si tratterebbe della prima chiusura di un impianto tedesco negli ottantasette anni di storia del marchio Volkswagen. I dirigenti ritengono che il marchio debba essere ristrutturato in modo completo e che gli attuali sforzi per ridurre la forza lavoro attraverso pensionamenti anticipati e incentivi a uscite volontarie non saranno sufficienti a raggiungere gli obiettivi di riduzione.
“Nella situazione attuale, non si può escludere la chiusura degli impianti di produzione di veicoli e componenti se non si interviene rapidamente”, ha commentato Volkswagen. I leader sindacali del marchio hanno dichiarato che intraprenderanno una battaglia senza quartiere contro i piani. Daniela Cavallo, a capo del Consiglio di fabbrica Volkswagen, ha definito i piani un “attacco all’occupazione, ai posti di lavoro e ai contratti collettivi”.
Un programma di riduzione dei costi, lanciato nel 2023, avrebbe dovuto migliorare i profitti di 10 miliardi di euro entro il 2026. Tuttavia, l’attuale debolezza delle nuove attività ha ulteriormente aggravato la situazione. Per migliorare ulteriormente i profitti, i costi dovranno essere ridotti più del previsto.
Azioni Volkswagen: quotazioni rimbalzano sul supporto in area 92
Quotate sul mercato tedesco Xetra, le azioni Volkswagen sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di ieri (-1,41%). Dopo un’apertura al di sopra della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 97,05, andando a chiudere sul finale non distante a quota 97,25.
Dopo la configurazione di testa e spalle verificatasi tra marzo e maggio, indicante un’imminente inversione di tendenza in senso ribassista, l’azione ha iniziato a perdere valore in modo costante con un perdurante movimento negativo, sempre posizionata al di sotto di una ben inclinata trendline discendente, fino ad arrestare la propria caduta in prossimità del supporto presente in area 92 euro.
Da quel momento i corsi stanno tentando un timido rimbalzo che però, per risultare convincente e duraturo, dovrà essere confermato con il superamento della resistenza rappresentata dall’importante indicatore Supertrend a quota 103. Solo con il breakout di quest’ultimo livello, infatti, si potrà certificare un allentamento della pressione ribassista in corso e l’inizio di un nuovo trend rialzista, anche in considerazione del fatto che spazio per recuperare il terreno perso in questi ultimi mesi ce n’è parecchio.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 99,90 con target nell’intorno dei 104 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 97,05 con obiettivo molto vicino al livello 93. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25, diventati negativi a inizio giugno. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 40.

L’andamento di breve termine del titolo VOLKSWAGEN









